Le donne sono in fermento, la loro festa si avvicina.
A differenza degli anni passati, però, quest’anno non sarà un giorno di mimose e serate “per sole donne”.

No, quest’anno l’8 marzo le donne scioperano.

8 marzo 2017

8 marzo 2017

La festa della donna finalmente si spoglia da qualsiasi connotato consumistico, tornando ad assumere un significato ben preciso e profondo. Le donne di 40 paesi hanno deciso di scioperare nel giorno a loro dedicato per porre, ancora una volta, l’attenzione sul tema della violenza in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia.
In Italia l’iniziativa è stata lanciata da #nonunadimeno, di cui fa parte anche D.i.Re, rete che racchiude tantissimi centri antiviolenza sparsi per tutto il territorio nazionale. Il desiderio è quello di cambiare la cultura fortemente maschilista che ancora oggi caratterizza ed influenza il paese.

Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo!” è lo slogan della giornata durante la quale sono state organizzati sit-in, manifestazioni, cortei, banchetti informativi, proiezioni e letture in varie piazze della penisola.

Lo sciopero non riguarderà solo le donne lavoratrici dipendenti, precarie, autonome o intermittenti. Ad incrociare le braccia saranno anche le casalinghe, non facendo la spesa e non accendendo gli elettrodomestici.

«Sarà una giornata senza di noi – sottolineano le organizzatrici dell’iniziativa. Resteremo al sole delle piazze a goderci la primavera che arriva anche per noi a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà. Di chi scrive leggi sui nostri corpi; di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza. Di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo; di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni».

In Italia, i motivi all’origine dello sciopero delle donne sono tanti.
Tra questi la rivendicazione dell’applicazione della legge sull’aborto, molto spesso inapplicata; l’educazione alle differenze come formazione culturale e scolastica sin dall’asilo nido per rendere la scuola pubblica un nodo cruciale per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e tutte le forme di violenza di genere, non solo per pari opportunità ma per dire basta ai modelli stereotipati di femminilità e maschilità; la rappresentazione delle donne e del loro corpo rovesciando linguaggio e immaginario sessisti e misogini.

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MESSINA: La Polizia di Stato in piazza contro la violenza sulle donne

Un appuntamento importante quello dell’8 marzo in cui anche la Polizia di Stato sarà in Piazza Duomo insieme al Cedav con il progetto #Questo non è amore.
Nell’occasione verrà predisposto un camper con a bordo operatori specializzati al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere ed accogliere ed aiutare le vittime.

L’appuntamento è per mercoledì mattina a partire dalle ore 10.00. Le poliziotte impegnate nell’iniziativa forniranno le informazioni concernenti il percorso predisposto per tutelare chi decide di denunciare la violenza subita.

Il messaggio non è diretto solo alle vittime ma anche a tutti coloro che potrebbero segnalare comportamenti sospetti.

Nel corso della mattinata saranno distribuiti opuscoli informativi con i numeri telefonici di riferimento.