Uno degli argomenti di cui parla la Parashà è quello della Sotà, la donna sospettata d’adulterio. Questo argomento segue il caso di chi non porta le offerte dovute al Santuario. La questione della Sotà è molto complessa, non è facile capire quale meccanismo si sia instaurato nella coppia al punto da costringere la donna ad una cerimonia così spaventosa, rischiosa ed umiliante.
La Ghemarà (Sotà 2) ci racconta che quando Resh Laqish cominciava ad insegnare quest’argomento premetteva sempre questa frase: “Nessuno si accoppia se non in base al suo comportamento”. Per chiarire questa frase, dobbiamo sapere che secondo Rashì l’accostamento della Sotà alle mancate offerte è perché “Se trattieni i doni che spettano al Kohèn è fatale doversi recare da lui portando la propria moglie sospettata di adulterio”. In altri termini, spiega Resh Laqish, chi non è attento a compiere il suo dovere troverà solo una moglie che a sua volta si comporta male. Come dicevano i vecchi, i simili si attraggono.

(Elia Richetti, rabbino, per Moked)

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