“In ambito ecclesiale si avverte l’importanza del corpo, dell’affettività e della sessualità, ma molte volte non si riesce a farne il perno del cammino educativo e di fede, riscoprendo e valorizzando il significato della differenza sessuale e le dinamiche vocazionali proprie del maschile e del femminile. Gli studi sociologici mostrano che molti giovani cattolici non seguono le indicazioni della morale sessuale della Chiesa. Nessuna Conferenza Episcopale offre soluzioni o ricette, ma molte sono del parere che «la questione della sessualità deve essere discussa più apertamente e senza pregiudizi». La Riunione Presinodale evidenzia che gli insegnamenti della Chiesa su questioni controverse, quali «contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio» sono fonte di dibattito tra i giovani, tanto all’interno della Chiesa quanto nella società. Ci sono giovani cattolici che trovano negli insegnamenti della Chiesa una fonte di gioia e che desiderano che essa «non solo continui ad attenervisi nonostante la loro impopolarità, ma che li proclami insegnandoli con maggiore profondità». Quelli che invece non li condividono, esprimono comunque il desiderio di continuare a far parte della Chiesa e domandano una maggiore chiarezza a riguardo. Di conseguenza, la Riunione Presinodale chiede ai responsabili ecclesiali di «affrontare in maniera concreta argomenti controversi come l’omosessualità e le tematiche del gender, su cui i giovani già discutono con libertà e senza tabù»”. Si legge nel documento “Instrumentum laboris” sui temi relativi a giovani, fede e discernimento vocazionale, che sarà discusso dal Sinodo dei vescovi dal 2 al 28 ottobre 2018.