“L’ebraismo va difeso – dichiara Rav Riccardo Shmuel Di Segni, Rabbino Capo di Roma dal 2001, intervistato dalla redazione HaTikwà. Nessuno chiude la porta, ma se da casi singoli diventano regole istituzionali significa che noi abbiamo cambiato i nostri connotati e spostato avventatamente i paletti della convivenza.

Che piaccia o no l’ebraismo si basa sul rispetto delle regole.
Non è la pressione di qualcuno o un regime assembleare che può cambiare regole millenarie. I conti poi sono fatti male e sotto pressione, tutte queste aperture possono fare entrare nell’associazione qualcuno, ma farne uscire o tenere lontani molti altri. Cambiare i connotati in questo modo significa escludere una parte considerevole del pubblico potenziale”.

Nella foto, Rav Riccardo Shmuel Di Segni (dal sito web UGEI-Unione dei Giovani Ebrei d’Italia)