torna il carcere_antigone

 

 

 

56.436 è il numero di persone detenute, ovvero duemila persone in più in soli quattro mesi; la riforma dell’ordinamento penitenziario è ferma al palo; l’introduzione del reato di tortura è stata ancora rinviata.
Il populismo penale sembra essere l’unica risposta all’insicurezza dei cittadini?
A questa domanda risponde l’associazione Antigone dati alla mano nel suo XIII Rapporto sulle condizioni di detenzione. Il documento è aperto alle critiche in occasione del dibattito dal titolo “Torna il carcere”, che si svolgerà presso il CESV in via Liberiana 17 a Roma.
“Non che sia mai sparito, in realtà – anticipano i responsabili di Antigone -. Ci si era illusi che, dopo la condanna per trattamenti inumani e degradanti della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (sentenza Torreggiani, 2013), il carcere potesse tornare a perseguire gli obiettivi dettati dalla Costituzione. I provvedimenti che incentivavano l’utilizzo delle misure alternative, le proposte degli Stati Generali dell’Esecuzione penale, l’istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà ci avevano resi fiduciosi di un positivo cambio di clima politico. E invece numeri e politiche ci stanno riportando indietro”.