Riceviamo e pubblichiamo

Dal 18 al 20 novembre 2018 ha avuto luogo a Roma la sedicesima riunione della Commissione bilaterale delle Delegazioni del Gran Rabbinato d’Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’Ebraismo, sul tema: “La dignità dell’essere umano: insegnamenti dell’ebraismo e del cattolicesimo riguardo ai bambini”.

I membri della Commissione bilaterale sono stati accolti in udienza privata da Papa Francesco, che ha affermato il proprio impegno personale per il progresso dei rapporti tra cattolici ed ebrei con le parole: “Noi siamo fratelli e figli di un Unico Dio, e dobbiamo lavorare insieme per la pace, la mano nella mano”. Incontrandoli il Papa ha appreso con soddisfazione che è in preparazione un documento interreligioso in materia di fine vita, con riferimento particolare al pericolo di legalizzare l’eutanasia e il suicidio medico assistito, anziché garantire le cure palliative e il rispetto completo della vita che è dono di Dio.

Inoltre la Commissione sollecita al dovere di studiare nelle rispettive comunità questi testi delle Sacre Scritture comuni. Oltre a ciò, l’insegnamento di Nostra aetate (n. 4) e i successivi documenti in materia di relazioni ebraico-cristiane, dovrebbero essere ampiamente conosciuti e diffusi in entrambe le nostre comunità, dando impulso a una crescente benedetta riconciliazione e collaborazione tra ebrei e cattolici, a beneficio dei fedeli e dell’intera società.

Oggi il Vaticano ha reso noto il testo della dichiarazione congiunta firmata dalle due Parti, ricevute nella serata di lunedì 19 novembre dal Santo Padre Francesco:

La Commissione bilaterale si è riunita in occasione della Giornata universale del bambino indetta dall’ONU, dedicando perciò le sue riflessioni al tema della dignità umana, con speciale riferimento ai bambini.

La Commissione ha apprezzato i significativi progressi nella società moderna riguardo al tema dei diritti umani, che hanno trovato espressione nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e, in particolare, nella Convenzione del 1989 sui Diritti del Bambino. Tali principi di inviolabilità della vita umana e dell’inalienabile dignità umana della persona trovano piena espressione nella relazione tra l’individuo e il Divino e tra l’individuo e il suo prossimo, il che implica il dovere di realizzare questa relazione nella dimensione sociale. Abbiamo uno speciale dovere verso i membri più deboli delle nostre comunità, e in particolare verso i bambini, garanti delle future generazioni, che non sono ancora in grado di esprimere tutte le loro potenzialità e di difendersi da soli.

Il patrimonio biblico dichiara che l’essere umano è creato a immagine di Dio (Genesi 1,26-27; 5,1-2).

Il rispetto della dignità personale dei bambini deve inoltre esprimersi con l’offrire loro un’ampia serie di stimoli e strumenti per sviluppare le loro capacità di riflessione e di azione. E’ necessario che i bambini non soltanto si sentano oggetto di attenzione appropriata e amorevole, ma altresì che essi vengano impegnati attivamente, in modo tale che le loro potenzialità cognitive e pratiche siano sviluppate. Affinché ciò si realizzi in armonia con i principi sopra menzionati, occorre coltivare relazioni d’amore autentico e stabile, e garantire nutrimento adatto, salute e protezione, così pure la necessaria educazione religiosa e scolastica, l’insegnamento informale e la coltivazione della creatività.

La società nel suo complesso, ma in particolare i genitori, gli insegnanti e le guide religiose, hanno una speciale responsabilità nella maturazione morale e spirituale dei bambini. Nelle loro considerazioni riguardo ai diritti dei bambini all’autonomia e alla libertà, i membri della Commissione bilaterale hanno messo in luce la tensione tra l’impegno a garantire la massima libertà di scelta, e quello ad assicurare protezione e guida prudente. Tutto ciò esige di astenersi da qualsivoglia strumentalizzazione dell’altra persona, la cui dignità dovrebbe sempre essere considerata come un fine in sé e per sé.