banchi scuola
“Dal 2008 al 2016 in Italia è stata registrata una diminuzione delle nascite di oltre 100.000 unità, causata per tre quarti dalla riduzione del numero di donne in età riproduttiva e per un quarto dalla loro minore propensione ad avere figli. Un calo che ha avuto inizio nello scorso secolo: dal 1961 al 2017, come rilevato nell’ottava edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, il numero di bambini sotto ai 15 anni – in età dell’obbligo – è passato da 12 a 8 milioni. In questo periodo l’indice di natalità è crollato, passando da 17,8 nati vivi a 7,8, mentre l’indice di vecchiaia si è impennato, complice l’innalzamento dell’aspettativa di vita, salendo da 40 fino a 165.
È necessario lo sforzo collettivo delle istituzioni per invertire una tendenza che ha prodotto profondi cambiamenti nella società, ripercuotendosi in modo negativo su molti aspetti della vita dei bambini, dalla scuola alla frammentazione famigliare. È indispensabile e inderogabile l’avvio di un piano strutturale di sostegno alla genitorialità, mettendo a punto una rete di cura per l’infanzia 0-6 anni del quale il nostro Paese ha enormemente bisogno, definendo strumenti di effettiva conciliazione di tempi di vita e di lavoro per le mamme e sostenendo le famiglie che vivono in condizioni di povertà le quali, come dimostrano i dati, oggi subiscono un grave impoverimento con la nascita di un bambino”: dichiara Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, commentando il rapporto su natalità e fecondità nel 2016 diffuso oggi, martedì 28 novembre 2017, da Istat.
L’onorevole Giorgia Meloni pubblica nel suo profilo Facebook: “Investire sulla natalità è una priorità nazionale, per Fratelli d’Italia bisogna partire dal reddito d’infanzia e dall’iva al 4% sui prodotti della prima infanzia. Per il Pd e il M5S la soluzione è far fare i figli agli immigrati, noi vogliamo che siano le famiglie italiane a fare i figli in Italia”.
Per Messina Web TV, Sergio Pensato commenta: “In otto anni le nascite diminuite di 100.000 unità, vergognoso sostegno alla politica di pulizia etnica enunciata dai cattocomunisti: con la scusa patente della denatalità, l’informazione riferisce il calo delle nascite … Dandone la responsabilità alle donne italiane che non vogliono sposarsi né far figli. Affermazione gravissima per la dignità delle nostre donne, e vorrei sapere al proposito quelle signore tanto per bene (sedicenti femministe) dove si sono cacciate, poiché non sento le loro grida, né il ticchettare delle scarpe rosse. Bisogna ricorrere agli immigrati per compensare i nostri vuoti? Magari altre etnie sfornano molti più figli di noi per lasciarli poi sui marciapiede, ma basta saper fare una addizione per capire l’esito finale di tutta l’operazione. Accertata la denatalità e fatti i conti, questa montatura è una formula di pulizia etnica contro il popolo italiano, destinato a scomparire in un paio di generazioni. Per far posto a gente ignorante e già prostituita ai nuovi padroni, di cui instancabilmente ripetono gli slogan pur non capendo bene l’italiano. Basta la Kyenge a tranquillizzarli: casa, accoglienza, vitto e lavoro (spesso a condizioni di favore) toccano loro di diritto, e appena ci ricordiamo dei nostri connazionali tanto gravemente discriminati, la Boldrini ci definisce razzisti. Anche questo imbroglio però è un modo turpe dei progressisti di ingannare la loro stessa clientela, perché ci basta fare un giro per constatare quanti di quegli individui cui hanno promesso il Bengodi invece vivono ai margini della società in condizioni miserabili, spesso alimentando la criminalità.
Ma perché non fare una politica di sostegno alla famiglia e alla occupazione per gli Italiani? Prima di considerare alla stregua di bestiame le nostre fattrici, perché non si considera il costo attuale della famiglia e la possibilità di sostentarla a partire dalla prole? Le donne che non si sposano in verità non possono farsi una famiglia perché anche i pannolini in Italia sono una spesa e nemmeno hanno voglia di prostituirsi per pagare le bollette o l’affitto. Un Paese in cui il PD e i sindacati hanno smantellato tutte le coperture per i lavoratori, falsificando le statistiche ufficiali perché con un solo giorno di lavoro figuri assunto a tempo indeterminato. Magari interveniamo con sgravi fiscali e assistenza, prima che ci arrivi Renzi e ci metta sopra il suo cappello di giullare: non c’è da inventare, è una politica che dura da migliaia di anni e quando non ha funzionato sono stati sempre terribili dolori per tutti. I cosiddetti ‘moderati’ sono per l’emigrazione forzata e producono miseria e povertà, sfruttamento ed orrore. Alimentano le guerre del neocolonialismo. Rovinano la piattaforma dei diritti dei cittadini europei, non soltanto le condizioni di lavoro. Migrare è una gran miseria nei due sensi –come tra i tanti seppe anticipare Mazzini- e non affatto una conquista, come sostengono gli impostori dietro il Papa.
Per vostra informazione, e per mettermi la coscienza in pace, documentatevi sulla baby box finlandese. L’idea era che tutti i cittadini di quello Stato hanno eguale diritto alla vita, sin dalla nascita.
http://www.dolceattesa.com/parto/il-mitico-kit-per-neonati-finlandese-e-in-italia_attrezzature_dopo-il-parto/”.