La vita dei risparmiatori e dei lavoratori in Italia probabilmente non è mai stata così difficile.

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La stringente morsa delle tasse, unita alla crisi che tanto ha preoccupato l’intero sistema economico internazionale e alla cronica piaga della disoccupazione, ha reso complicata la pianificazione di progetti a lungo termine. Una delle poche “armi” che ha a disposizione il risparmiatore per veder fruttare i propri risparmi è cercare forme di investimento congrue, in grado di mantenere i rischi bassi e di garantire per periodi medi o lunghi un profitto interessante. Superate le forme più classiche di prodotto finanziario come il libretto postale o i conti correnti – che non garantiscono più profitti interessanti – il presente è legato a doppio filo alla tecnologia. Uno dei prodotti più conosciuti tra i risparmiatori è il Piano di Accumulo Capitale, che consente di pianificare il futuro attraverso versamenti anche di piccole cifre a cadenza mensile. Questa opzione consente ai risparmiatori di mettere da parte in 5 anni – durata “classica” di un Pac – un patrimonio importante sia per integrare le forme classiche di previdenza sociale, sia per finanziare eventuali percorsi di studi che per ottenere una rendita per i momenti più difficili della vita umana.

La complessità del piano di accumulo risiede nella scelta degli strumenti finanziari.
Non è facile per un risparmiatore, soprattutto alle prime armi, capire e analizzare a fondo l’andamento del mercato per capire quale fondo sottoscrivere o in quale Etf investire i propri risparmi. Gli esperti del settore consigliano di fondare le proprie scelte sul criterio della diversificazione: asset class geografici o di settore consentono di evitare brutte sorprese in caso di turbolenze di mercato. Proprio a causa dell’importanza della decisione, senza un adeguato know-how è preferibile affidarsi alle “cure” di un consulente esperto, valutando però con estrema attenzione la voce costi, composta da fee e commissioni, che potrebbe gravare su profitti e rendimenti.
È comunque importante considerare che il Piano di Accumulo Capitale ha nella costanza dei versamenti sia un pregio che un difetto: con un versamento costante è infatti assicurato un profitto interessante a lungo termine, ma, visto il lungo periodo, è altamente probabile che il risparmiatore possa anche non essere in grado di pagare la rata d’investimento durante alcuni mesi.

Le variabili dell’investimento sono molteplici, e con esse si moltiplicano esponenzialmente anche le possibilità d’errore per il risparmiatore.
Con l’aiuto di un esperto è possibile infatti stabilire con precisione la capacità di risparmio, personalizzare l’ammontare della rata e la frequenza di versamento, ma anche scegliere lo strumento più adatto al periodo storico e alla propensione al rischio dell’investitore. Il “compito” del risparmiatore però non può e non deve fermarsi a questo. Come nella maggior parte dei casi, pur non essendo richiesto espressamente, chi vuole avere successo nel mondo della finanza deve aggiornare costantemente le proprie conoscenze teoriche, saper leggere l’evoluzione del mercato per cogliere il momento giusto per acquistare o vendere titoli.

Non è da sottovalutare anche l’importanza di un controllo tanto periodico quanto attento del proprio portafoglio: in questo modo sarà possibile monitorare l’evoluzione dei titoli sottoscritte verificare l’entità dei costi di gestione. Vista la “complessità” del compito del risparmiatore, spesso le società di consulenza offrono una serie di servizi digitali al cliente, consentendogli di seguire l’evoluzione del suo portafoglio in maniera chiara.