Considerata la facilità con cui oggi possiamo realizzare video e foto grazie al possesso di uno smartphone, pubblichiamo quanto rende noto l’Unione delle Camere Penali Italiane, premesso che la sentenza è in fase di oscuramento : “Non integra il reato di interferenze illecite nella vita privata la condotta di colui che mediante l’uso di strumenti di ripresa visivi provveda a filmare in casa propria rapporti intimi intrattenuti con la convivente, in quanto l’interferenza illecita prevista e sanzionata dalla norma è quella proveniente dal terzo, estraneo alla vita privata, e non già quella del soggetto che, invece, sia ammesso a farne parte, sia pure estemporaneamente, mentre è irrilevante l’oggetto della ripresa, considerato che il concetto di vita privata si riferisce a qualsiasi atto o vicenda della persona in luogo riservato”.