Caro Direttore,
apprezzo Roberto Saviano, non solo per ciò che scrive e per la “vita da galeotto” che ha accettato di condurre, ma per le sue battaglie di giustizia e civiltà.

roberto-savianoE’ per questo che sono rimasto allibito, con condividendole neanche lontanamente, dalle sue parole riportate da La Repubblica e pronunciate sul palco di “Repubblica delle idee” a Bologna

Dice Saviano:

Lo Ius soli esiste già. A 18 anni chi è figlio di genitori immigrati e nato in Italia diventa italiano. La messa in scena in Senato della Lega ha fatto sì che quel tema fosse frainteso e passasse come una battaglia sui migranti“.

NO, non è questo lo Ius soli per cui i democratici e progressisti italiani si battono e Roberto non può, pur di non dare ragione a Renzi, falsificare carte e significati !

Chi si batte per lo Ius soli vuole (lo dice la parola stessa) che chi nasce in Italia e vi continua a stare, sin dalla nascita sia Cittadino Italiano e come tale venga trattato nei diritti e nei doveri: altro che a 18 anni !

Il bambino che nasce su una nave battente bandiera italiana è Italiano a tutti gli effetti, a meno che la madre non rinunci a questa opportunità.

La legge per la quale i progressisti si battono va in questa direzione, senza se e senza ma.

Ovviamente la legge che, spero, avremo al più presto conterrà dei paletti non dettati dal buon senso ma solo dalla opportunità politica perché per il vero “Ius soli” in questo Parlamento non c’è la maggioranza ed è necessario un accordo pur di recuperare, almeno parzialmente, un pò di civiltà.

Con immutata simpatia, caro Saviano, ma profondamente deluso.