Nella classifica annuale di Reporters sans Frontieres, l’organizzazione per la libertà dell’informazione, l’Italia risulta essere al 52esimo posto. Un passo in avanti molto significativo considerato il 77esimo dello scorso anno. L’Italia, quindi, ha guadagnato ben 25 posizioni. Il miglioramento, spiega RsF, è legato in particolare “all’assoluzione di diversi giornalisti, tra cui i due che sono stati processati nel caso Vatileaks”.

Non c’è molto da essere contenti però. Secondo il rapporto, i giornalisti del bel paese, nell’esercizio della professione, subiscono continue «intimidazioni verbali o fisiche, provocazioni e minacce» e «pressioni di gruppi mafiosi e organizzazioni criminali», ben sei, infatti, vivono ancora sotto la protezione della polizia 24 ore su 24 dopo aver ricevuto minacce di morte.

Devono inoltre fare i conti con «alcuni responsabili politici (come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle) che non esitano a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che gli danno fastidio» costringendoli a ricorrere sempre più spesso all’autocensura.

Anche in ambito internazionale la situazione rimane molto difficile. Secondo Reporters sans Frontieres, la libertà di stampa non è “mai” stata così minacciata come in questo periodo a causa di fake news, repressione e “uomini forti” al potere.

Dopo l’elezione del presidente Donald Trump, scendono al 43esimo posto, gli Stati Uniti d’America e scende anche la Gran Bretagna, al 40esimo posto, dopo la Brexit. Mentre la Russia di Vladimir Putin rimane al 148esimo posto.

In 72 paesi, tra cui Cina, Russia, India, quasi tutto il Medio Oriente, l’America centrale, l’Asia centrale e in due terzi dell’Africa, la situazione è stata definita “difficile o meno grave”. Mentre in 21 paesi, tra i quali Burundi, Egitto e Bahrein, la situazione della libertà di stampa è stata definita “molto grave”.

Si piazza al 155esimo posto la Turchia, un paese in cui «lo stato di emergenza consente alle autorità di liquidare decine di mezzi di comunicazione, riducendo il pluralismo in pochi giornali a scarsa circolazione».

In cima alla classifica la Finlandia cede il primato, dopo sei anni, alla Norvegia, mentre all’ultimo posto, cioè 180°, come negli ultimi anni, la Corea del Nord.