Il costo a carico del Commerciante non potrà supeare lo 0,2% per le carte di debito ed il 0,3% per quelle di credito sulla spesa totale.
Riduzioni ulteriori per le transazioni sotto i 5 euro.

Carte_di_creditoApprovato il Decreto legislativo che taglia le commissioni interbancarie per i pagamenti con carta e bancomat tramite Pos. Il decreto recepisce la direttiva dell’Ue sui servizi di pagamento nel mercato interno (la Psd 2 – Payment Services Directive) e adegua la normativa nazionale al regolamento europeo. La direttiva definisce un insieme completo di norme relative ai prestatori di servizi di pagamento (i Psp, banche, poste o altri soggetti pubblici o privati) e agli utenti, al fine di garantire una maggiore efficienza, possibilità di scelta e trasparenza.

Limiti alle commissioni per le carte di debito e di credito
Il regolamento mira ad accrescere il livello di trasparenza, concorrenza e d’integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento, fissando un limite alle commissioni interbancarie applicate in relazione ai pagamenti basati su carte di pagamento: per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione.

La franchigia in caso di pagamenti non autorizzati da 150 a 50 euro
La norma detta requisiti tecnici e regole commerciali uniformi, allo scopo di rafforzare l’armonizzazione del settore e garantire una maggiore sicurezza, efficienza e competitività dei pagamenti elettronici, a vantaggio di esercenti e consumatori. Nello specifico, il decreto amplia i diritti degli utenti dei servizi di pagamento, che beneficeranno ad esempio di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima (la parte di danno che resta a carico della parte lesa) da 150 a 50 euro

Divieto generalizzato di applicare sovrapprezzi
Per promuovere l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, il regolamento conferma e generalizza il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento

Commissioni ulteriormente ridotte per pagamenti sotto i 5 euro
Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole “operazioni nazionali” tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno inoltre tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per questi pagamenti.

Controlli affidati ad Agcom e Banca d’Italia
Per quanto riguarda i controlli, il decreto designa quali autorità nazionali competenti ad assicurare l’osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento la Banca d’Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Per maggiori informazioni ecco cosa dice sosariffe.it:

Sul tema dei pagamenti elettronici l’Italia è sempre un passo indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa o agli Stati Uniti e il gap nella diffusione della moneta elettronica è ancora presente. Questo si conferma anche nel campo dei POS (Point of Sale, ovvero il dispositivo che permette al cliente di pagare tramite bancomat o altra carta) che, nonostante l’obbligatorietà scattata nel 2015, dal 2016 sono aumenti del 12% (stima Confesercenti).

Uno dei motivi potrebbe essere legato alla mancanza di chiarezza sui costi dei POS, ma soprattutto ai costi per l’installazione e utilizzo del dispositivo, che non è certo gratuito per il commerciante.

Tra costi fissi, canoni mensili e una tantum per i terminali, commissioni per carte di credito e bancomat, il mobile payment diventa una vera e propria giungla che può spesso scoraggiare chi vorrebbe fornire un servizio completo al cliente.
Tutto questo contribuisce a non avere l’immediata percezione di quanto effettivamente costi il POS per un esercizio: permettere il pagamento elettronico ai propri clienti può diventare una spesa molto importante da non trascurare, soprattutto il primo anno di attività.

Quanto costa effettivamente il POS per un’attività? SosTariffe.it ha cercato di capirlo individuando tutti i costi medi sostenuti per offrire il pagamento elettronico ai propri clienti e calcolando quanto incidono in media sul ricavato annuo per tre differenti e diffuse attività economiche.

Costi per installare e utilizzare un POS

Appena ci si inoltra nel variegato mondo delle offerte per attivare un POS si capisce subito che perdersi è molto facile. Le proposte sono molto differenziate e dunque la prima cosa da fare è quantificare il flusso di utenza previsto per capire quale tariffa è la più adatta alle proprie esigenze.

Una prima importante differenziazione è nella scelta della tipologia di POS: quello fisso (collegato ad una linea fissa ADSL) o quello mobile (gestibile tramite smartphone).

POS fisso

POS fisso

POS mobile

POS mobile

Secondo lo studio, mediamente per un POS mobile si spendono quasi 61,7 euro, mentre per uno fisso circa 77 euro. Rispetto al 2017, in media, per acquistare il dispositivo POS si spende il 13,7% in meno rispetto al 2015, ma si tratta, come vedremo, dell’unico ribasso rilevato in questo studio.

A questo costo va aggiunto il canone mensile per il servizio.
In media questo costo si aggira intorno ai 24,1 euro per il POS su linea fissa e 13,7 euro per quello mobile.

La spesa maggiore per attivare il pagamento elettronico nel proprio esercizio, tuttavia, l’esercente lo sostiene con la percentuale dovuta su ogni transazione elettronica effettuata. In questo caso i costi variano in base alla tipologia di carta scelta dall’acquirente.

Se il cliente, infatti, pagherà con carta di credito per ogni transazione il commerciante dovrà versare circa il 2,5% di quanto transato (2,44% con POS mobile e 2,72% con dispositivo fisso).
Se invece la carta scelta è un bancomat l’addebito varia da 1,88% per un POS tradizionale a 1,95% con POS mobile.
Ma questi sono dati da rivedere ai sensi dell’ultimo Decreto di sui sopra.

In generale rimane più conveniente installare e accettare pagamenti con il Bancomat da POS mobile (anche se la differenza con il fisso è in alcuni casi irrisoria).