La morte è un argomento difficile da trattare. Per quanto sia chiaro a tutti che a fronte di un inizio ci sarà una fine, questa viene relegata nell’angolo dei pensieri più lontani. Viviamo come se fossimo eterni e la trattazione dell’argomento reca ai più forte imbarazzo, a volte, mascherato da scherzosa scaramanzia o, più seriamente, rassicurato da sedativi religiosi.

Di certo, nessuno sa come e quando arriverà.
Sappiamo, per esserci dati delle regole, cosa accade nel post mortem, ma quello che ancora non si riesce a dirimere in Italia sono le questioni relative alla volontà di morire riferita a “fine vita” più drammatici.

Le cure mediche hanno permesso di prolungare la vita e sono molti ed evidenti i casi che in altri tempi si sarebbero conclusi con tragica velocità. Tuttavia, quella vita, certo strappata alla morte, si trasforma in una esistenza stabilizzata dalle macchine e assicurata da nutrizione e idratazione “assistita”, insopportabile e forzata per coloro che non accettano una vita degradata, irreversibilmente, a sopravvivenza.

Da questi casi arriva un grido di dolore, come l’ultimo: la straziante richiesta di morire di Fabiano Antoniani, Dj Fabo, “immerso in una notte senza fine”, morte raggiunta in Svizzera, grazie al suicidio assistito, all’appoggio e alla forza dei suoi familiari.

In Europa sono quattro i Paesi che hanno legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia attiva (decesso provocato da farmaci): Svizzera, Olanda, Lussemburgo e Belgio, dove è ammessa l’eutanasia anche sui minori.

mappa-eutanasiaCi sono poi i casi della Svezia e della Germania che ammettono l’eutanasia passiva, cioè l’interruzione del trattamento che tiene in vita il malato; la Spagna e la Francia vietano l’eutanasia attiva. La Gran Bretagna lascia ai giudici il potere di autorizzare in casi estremi l’eutanasia, altrimenti vietata.

In Italia, qualsiasi forma di eutanasia è illegale.
Ma ciò che lascia sconfortati è il comportamento ignavo del Legislatore che procrastina il dibattito e le decisioni e, se costretto, come in questi momenti in cui la tensione sociale è maggiormente tangibile, tampona l’emorragia di dissenso con promesse che non riescono a coprire la vergognosa, mancata assunzione di responsabilità.