neonato
Il prossimo 22 settembre verrà celebrato il primo Fertility Day, Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, “un’occasione per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema attraverso occasioni d’incontro sul tema della fertilità con i giovani, gli insegnanti, le famiglie, i medici, con coinvolgimento di Sindaci e Comuni, Ordini dei Medici, Società Scientifiche, Farmacie, Scuole”. In vista dell’appuntamento, il Ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito web la relazione relativa all’attività dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita nell’anno 2014 e all’utilizzo dei finanziamenti nell’anno 2015.
Il Ministero della Salute precisa che ad oggi “le tecniche di PMA rappresentano sicuramente un’opportunità importante per il trattamento della sterilità, ma non sono in grado di dare un bambino a tutti”.
Di seguito i punti fondamentali della relazione:
“Il quadro generale offre poche variazioni rispetto alla situazione dell’anno precedente.
Si conferma la tendenza secondo cui il maggior numero dei trattamenti di fecondazione assistita viene effettuato nei centri pubblici e privati convenzionati, pur essendo questi centri in numero inferiore ai centri privati.
Emerge un andamento differente fra tecniche di inseminazione semplice – per le quali diminuiscono coppie, cicli di trattamento, gravidanze e nati – e tecniche di fecondazione di II e III livello, per le quali aumentano il numero dei cicli, delle gravidanze e dei nati. Tali incrementi sono dovuti all’aumento degli stessi parametri soprattutto per le tecniche da scongelamento. Il totale dei nati vivi con tutte le tecniche – 12.658 – rappresenta il 2,5% del totale dei nati in Italia nel 2014.
La percentuale di gravidanze per ciclo resta sostanzialmente stabile: 10,0% per inseminazione semplice, 19,4% per tecniche a fresco di II e III livello. Restano costanti le gravidanze gemellari, mentre i parti trigemini sono l’1,2%, il doppio della media europea, pari allo 0,6% (European Society Human Reproduction and Embriology ESHRE 2011),  con una variabilità fra i centri fra lo 0 e il 14,6%.
Costante la perdita di informazioni rispetto agli esiti delle gravidanze (perdita al follow up): nel 2014 non si ha notizie dell’esito dell’11,8% delle gravidanze accertate (11,4% nel 2013).
Aumenta del 29,9% il numero degli embrioni crioconservati, aumenta il numero di cicli con congelamento di embrioni mentre continua a diminuire quello dei cicli di congelamento degli ovociti.
Continua il trend in aumento dell’età delle donne che accedono alla PMA, che è 36,7 anni per le tecniche a fresco di II e III livello, e della percentuale di donne che vi accedono con oltre 40 anni, che e? del 32,9%. L’accesso alle tecniche di PMA di donne in età sempre più avanzata è dovuto alla tendenza per cui, nel nostro Paese, si ricerca un figlio in un’età sempre più elevata, quando la fertilità è ridotta e anche l’efficacia delle tecniche di PMA è limitata. Ad esempio per le tecniche a fresco di II e III livello la percentuale di gravidanze per ciclo iniziato, da 43 anni in su, e? del 5,3%, gravidanze che hanno un esito negativo nel 49,5% dei casi.
Ricordiamo inoltre che nell’aprile 2014 con la sentenza 162 la Corte Costituzionale ha rimosso il divieto di applicazione di tecniche di PMA di tipo eterologo e, sono state avviate le procedure per adattare e completare il quadro normativo di riferimento. Nell’anno 2014, quindi, l’applicazione di queste tecniche ha avuto luogo per un periodo limitato e i dati raccolti, relativi  a 236 cicli iniziati, non consentono di fare valutazioni epidemiologiche”.