Per la prima volta applicati trasmettitori GPS a 8 giovani di Aquila di Bonelli.

Si è conclusa con un successo straordinario la prima fase di marcatura di esemplari di Aquila di Bonelli, azione prevista dal progetto LIFE ConRaSi: otto giovani aquile sono state marcate e dotate di trasmettitori GPS dai ricercatori del progetto LIFE ConRaSi.

Si tratta di un risultato superlativo in quanto è la prima volta in Italia che si riesce a marcare giovani di questa specie e l’operazione, estremamente complessa e delicata, è il risultato della preziosa collaborazione tra gli esperti italiani e quelli del partner
GREFA. In particolare, l’operazione ha visto il coinvolgimento di Vietar Garda Matarranz e del suo collaboratore Alfonso Barragan Pérez. Vietar, che lavora per conto del Ministero dell’Ambiente spagnolo, ha eseguito la marcatura di più di 1.500 rapaci ed è una vera e propria autorità in questo settore.

La marcatura delle aquile è avvenuta al nido, dopo che queste avevano raggiunto una dimensione prossima a quella adulta e prima che avvenisse l’involo. Agli otto aquilotti i ricercatori hanno anche dato un nome: Ampalo, Batu, Bart, Greta, Lisa, Pino, Rocco e
Tano. Si tratta quindi di sei maschi e due femmine, nati da alcune delle coppie di rapaci da tempo sottoposte a sorveglianza anti-bracconaggio e monitoraggio scientifico da parte del progetto LIFE ConRaSi.

posizionamentoPer compiere il fissaggio degli anelli e del trasmettitore è stato necessario che un esperto rocciatore si calasse nei nidi per effettuare il prelievo dei giovani. Una volta nelle mani dei ricercatori, ad ogni animale sono state prese le misure biometriche, verificato la stato di salute, prelevati campioni di penne per le analisi del DNA. Infine è stato apposto il trasmettitore GPS, un anello colorato alla zampa visibile a distanza ed un anello standard ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

annello identificativo

annello identificativo

L’operazione di manipolazione dell’animale e di marcatura è stata condotta in pochi minuti, senza che i genitori si accorgessero di nulla, perché impegnati in attività di caccia.

Il trasmettitore GPS permetterà agli studiosi di monitorare gli sposta menti di questi uccelli, di analizzarne il comportamento e le abitudini, ma anche le loro preferenze ambientali.
L’Aquila di Bonelli è un rapace sedentario, ma i giovani possono compiere spostamenti lunghi e tramite i trasmettitori sarà possibile conoscere modalità ed entità di questi movimenti. Infine, il trasmettitore GPS consentirà anche di raccogliere preziose informazioni sulle eventuali cause di mortalità, così da tarare meglio gli interventi di tutela.
L’anello di colore bianco porta incisa una sigla di colore rosso ben visibile con il binocolo e il cannocchiale, consentendo l’identificazione dell’animale a distanza.

Infine l’analisi del DNA effettuata sui campioni di penne raccolti al nido permetterà di realizzare una carta d’identità del rapace e stabilire con certezza, in futuro, se uccelli rinvenuti in cattività possano provenire da stock naturali.
Notevole il team di lavoro costituito, oltre che dal già citati Victor e Alfonso, dagli ornitologi di Ecologia Applicata Italia, in primis Massimiliano Di Vittorio e Pino Cortone, gli esperti del partner GREFA Ernesto Alvarez, Juan Martinez e Manuel Galàn ed il Prof. Mario Lo Valvo dell’Università di Palermo.

Fondamentale il partnariato del Dipartimento per lo Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Sicilia e di ISPRA per il supporto fornito nelle fasi autorizzative, nonché il Gruppo Tutela Rapaci fondamentale  nella continua collaborazione di lunga durata sulle varie azioni di progetto.

Nel Video illustrazione del progetto LIFE14 NAT/IT/001017 ConRaSi – Conservazione Rapaci Sicilia