Il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (SNPA) partecipa con Regioni e Ministeri e altri enti alla conferenza nazionale per il rilancio delle reti nazionale e regionali Infeas (Cagliari, 22-23 novembre 2018).  In gennaio è previsto un confronto con gli stakeholder e un seminario interno per il personale delle strutture dedicate all’educazione alla sostenibilità.

L’educazione ambientale e alla sostenibilità (Eas) nelle agenzie per l’ambiente e in Ispra è stata sviluppata fin dalla loro istituzione negli ultimi venti anni, seppure in modo diversificato e non sempre continuativo. Un patrimonio di esperienza e competenze fatto di progetti realizzati nel tempo, di funzioni e servizi educativi, comunicativi e partecipativi attivati in raccordo con la mission delle agenzie che ha oggi l’opportunità di consolidarsi e implementarsi.

Per la prima volta l’educazione ambientale è una delle funzioni istituzionali del Sistema nazionale protezione ambientale (art. 3 comma g della L 132/2016) e può pertanto contribuire a valorizzare e connettere il sapere scientifico esperto che producono le agenzie ambientali e Ispra completando la filiera: dalla rilevazione dei dati, alla produzione di informazioni, al coinvolgimento attivo di giovani e adulti nelle politiche di sostenibilità.

Dal 2017 in Snpa è attivo un Gruppo di lavoro che ha lo scopo di definire, organizzare e sviluppare  la specificità della funzione educazione ambientale nell’ambito della strategia complessiva di Sistema; a tale scopo è stata avviata una ricognizione delle azioni già intraprese, delle metodologie, degli strumenti e delle risorse umane dedicate.
Nel Programma Snpa 2018/2020 c’è una apposita sezione dedicata all’educazione ambientale – nell’ambito del Tavolo tecnico V (Tic V) che comprende Reporting e sistemi informativi ambientali, comunicazione, educazione e formazione  – che attiva un’azione sinergica comune.

Le strategie del Snpa hanno dunque un chiaro indirizzo che consentirà alle agenzie ambientali e a Ispra in rete tra loro di implementare la nuova funzione dell’educazione ambientalee di svolgere un ruolo importante nel sistema nazionale dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.

La consapevolezza è quella di avere molta strada da percorrere, ma al tempo stesso di essere un attore di un più ampio sistema (Infeas) parte di una organizzazione solida (Snpa con le 21 agenzie ambientali e Ispra), con grandi competenze tecnico scientifiche, operativa in tutto il territorio nazionale.

Nel video che proponiamo  il contributo di alcune (ma in tutta l’Isola dall’Etna, alle Madonie, da Messina ai Sicani ed a Enna e  nel Trapanese Vi sono altri importanti esempi di buone pratiche nel campo della Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile) strutture private (CEA – Centri di Educazione Ambientale) che in Sicilia da oltre 25 anni si occupano di Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile sia a Caltagirone (nel Bosco di Santo Pietro) che a Niscemi facendo perno e base nella Sughereta di Niscemi e nella Piana di Gela, attività svolta in stretta connessione con il Laboratorio Regionale InFEA di Arpa Sicilia.

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Per scaricare la Brochure SNPA per Educazione Ambientale: http://ambienteinforma-snpa.it/wp-content/uploads/2018/11/Eas_in_Snpa2018_64pp_web_def.pdf

Per saperne di più sulla Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile:

L’Educazione Ambientale (EA) è uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini e le comunità ad una maggiore responsabilità e attenzione alle questioni ambientali e al buon governo del territorio

La crescente attenzione all’interconnessione tra le dinamiche ambientali, sociali ed economiche ha portato all’ elaborazione del concetto, più ampio, di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS).

L’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’ economia (consumi, povertà, nord e sud del mondo) e la società (diritti, pace, salute, diversità culturali). È un processo che dura per tutta la vita, con un approccio olistico , che non si limita all’apprendimento “formale”, ma si estende anche a quello non formale e informale,. L’ESS tocca tutti gli aspetti della vita e i valori comuni di equità e rispetto per gli altri, per le generazioni future, per la diversità, per l’ambiente, per le risorse della Terra.

La comunità internazionale ha preso atto del ruolo cruciale dell’ESS nel 2002, durante il Vertice Mondiale sullo Sviluppo sostenibile di Johannesburg, quando ha deciso di dedicare un Decennio all’ESS (DESD 2005-2014). A conclusione del DESD, l’UNESCO ha lanciato il Programma Globale d’Azione sull’Educazione allo Sviluppo sostenibile (GAP) per contribuire alla nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, varata dai Capi di Stato e di Governo a settembre 2015. Tra i suoi nuovi 17 obiettivi (Sustainable Development Goal – SDG) ricopre un ruolo centrale l’educazione con particolare riferimento all’ educazione allo sviluppo sostenibile (SDG 4.7 e SDG 13.3).

In Italia, in occasione dell’anno scolastico 2015, è stata lanciata dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, la pubblicazione delle nuove linee guida per l’educazione ambientale elaborate da un gruppo di lavoro interministeriale.

La collaborazione tra i due Ministeri si è rafforzata nel 2016, con la firma di un protocollo d’intesa sull’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile nelle scuole, nel quadro del PON Scuola 2014-2020. Per presentare e concretizzare l’accordo si è svolta a Roma, il 22-23 novembre 2016, la seconda conferenza nazionale sull’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile, a conclusione della quale due Ministri hanno sottoscritto una Carta nazionale sul tema, redatta con il contributo di centinaia di esperti autorevoli e alti rappresentanti di enti, istituzioni, associazioni, imprese e università.

La Carta nazionale riassume i risultati del lavoro svolto dai Tavoli di lavoro tematici, uno dei quali dedicato all’Agenda 2030 e all’educazione allo sviluppo sostenibile.