Le associazioni ecologiste Legambiente e Marevivo sono impegnate in una campagna di sensibilizzazione che toccherà alcune città sull’acqua.
Oggi i volontari di Marevivo hanno tenuto una conferenza presso il “Politecnico del Mare Duca Degli Abruzzi” di Catania; domani sono previste attività di monitoraggio nel Comune lagunare di Orbetello a cura degli attivisti di Legambiente. Il tema è lo stesso: corretto conferimento dei rifiuti e salvaguardia delle spiagge e del mare.
Il materiale più temuto è la plastica. Il dato raccolto da Legambiente nel corso del 2017 vede l’84% dei rifiuti abbandonati nelle spiagge essere in plastica. A preoccupare gli ambientalisti è soprattutto la qualità degli oggetti abbandonati: “concepiti e creati per essere usati e gettati o usati poco, oppure costituiti da materiali o imballaggi che hanno una vita molto corta. Dovremmo cominciare a riflettere sulla vera utilità di questi materiali, da noi usati pochi minuti, ma che possono persistere nell’ambiente per secoli”. La plastica è responsabile dell’inquinamento invisibile “causato dalle microplastiche che per la loro forma e dimensione si confondono con i granelli di sabbia e sono quindi molto difficili da riconoscere e rimuovere”.
Tuttavia c’è una novità importante, ammettono gli ecologisti: “Qualcosa è stato fatto. Nelle ultime settimane del 2017 le norme che mettono al bando l’uso di microplastiche nei cosmetici e di cotton fioc non biodegradabili sono state inserite in un emendamento della finanziaria, approvato dalla commissione Bilancio della Camera. L’emendamento sancisce dal 2019 lo stop ai cotton fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di utilizzare microplastiche nei cosmetici”.