C’era una volta, e c’è ancora oggi, la spazzatura.
Un tempo non si pensava che sarebbe diventato un argomento così importante, il principale elemento di differenziazione tra un posto accogliente e uno maleodorante, tra un’amministrazione funzionante e una claudicante.

Sta di fatto che la realtà parla chiaro: la produzione crea rifiuti con i quali dobbiamo, inevitabilmente, fare i conti.

Le constatazioni disincantate che può fare un adulto, sabato 7 aprile, hanno lasciato il posto, alla Sala Laudamo, ad una storia bella ed istruttiva, che ha trasportato adulti e bambini “Nel Regno di Re…ciclaggio”.

Il testo scritto da Gigi Palla e interpretato da Cristina Capodicasa, Giuseppe Capodicasa e Gerardo Fiorenzano, narra di due fratelli e di due regni contrapposti. Uno sommerso dai rifiuti e dallo scontento dei sudditi, il regno discarica di Re..litto, sovrano monocorde legato ad un’unica perentoria affermazione; “Mi rifiuto!” e l’altro, il regno di Re..ciclaggio, sovrano illuminato, consapevole dell’importanza di trasformare i rifiuti in risorse. Il suo è un regno felice, dove le persone si fanno carico del riciclo degli oggetti e della cura dell’ambiente.

Convincere Re..litto a cambiare idea non sarà facile, la differenziata che è il primo passo per gestire i rifiuti per lui è un argomento indigesto. E dire, che i bambini apprendono subito. Maria Sofia di quattro anni sale sul palco e senza tentennamenti differenzia la carta dal vetro, la plastica dagli alimenti. Non è così per lo stolto Re..litto, che riempie i cestini con scelte a casaccio.

La favola è a lieto fine e vedrà il regno della spazzatura trasformarsi in un unico regno pulito ed organizzato.

Anche la storia dei due sacchetti, uno di plastica e l’altro di mais, ha offerto spunti di riflessione per gli adulti e di ilarità per i bambini. I due amici avranno esistenze e destini decisamente “differenziati”. Il sacchetto di plastica, dopo un lodevole servizio come busta della spesa, un giorno, verrà abbandonato su una spiaggia e lì rimarrà cento anni ad aspettare, mentre Amedeo, il sacchetto biodegradabile, ha una vita piena di esperienze. Da sacchetto della spesa, diventa contenitore di rifiuti, poi fertilizzante, poi albero, poi sedia a dondolo e, una volta disintegrato dalla “chiattona” signora Dindolini, si trasforma in trucioli, pasta e trova un nuovo destino come aquilone.

Da segnalare le scene ed i costumi di Santuzza Calì che sono un inno all’elaborazione creativa dei materiali e dimostrano come il riutilizzo delle “cose” possa diventare arte, fonte di benessere e crescita.

La storia semplice e gradevole di Re-ciclaggio ha una finalità più complessa, spiegata dalla attrice e regista Cristina Capodicasa: “Informare e sensibilizzare gli spettatori più giovani sul tema del rispetto dell’ambiente attraverso la produzione, lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, esortando comportamenti virtuosi già dalla prima infanzia”.
I numerosi bimbi che hanno partecipato allo spettacolo, aggiunti a tutti coloro che l’hanno già visto, rappresentano una confortante speranza per il futuro.