Era il 9 giugno scorso. In queste occasioni, come accade sempre, c’erano tutti, dall’assessore regionale a quelli comunali, dal Soprintendente alle autorità militari.

Tutti ad apprezzare un patrimonio inestimabile ripulito e riaperto alla cittadinanza che purtroppo non ha nemmeno avuto il tempo di ammirarlo. Già perché dopo quattro mesi di lavori da parte di una sessantina di persone che si sono prodigate per riaprire la “tomba a camera”di largo Avignone, scoperta negli anni 70 durante gli interventi di ripristino della scalinata che dalla via Cesare Battisti conduce alla caserma Zuccarello, tutto è ricaduto nell’oblio e il cancello, contenente il patrimonio archeologico unico in Sicilia per la sua tipologia, rimane inesorabilmente chiuso.

Già perché dopo tanta fatica, 5 mila euro di spesa offerta in buona parte dal club Lions Messina host e soprattutto tanta buona volontà da parte di associazioni e volontari, erano stati presi precisi impegni, da parte dell’assessorato comunale ai beni culturali, di provvedere a redigere una manifestazione di interesse per affidare la gestione del sito.
L’argomento, toccato nella seduta dell’8^ commissione consiliare ad agosto, non ha però avuto un seguito. L’idea dell’assessorato, condivisa con la Giunta, era quella di affidare tre siti di proprietà comunale alla gestione di privati: la tomba a camera appunto, l’antiquarium di palazzo Zanca e il museo Cammarata.
Impegni al momento disattesi tanto che in molti sono rimasti con il desiderio di visitare i resti dell’antica necropoli con la tomba a camera della Messina greco romana. Comprende un corridoio di accesso alla camera dove si trovano tre letti di sepoltura e dove si può chiaramente vedere la porta, ben conservata, un unico blocco monolite di calcare con maniglia e perni in bronzo. Dal ritrovamento sono passati 46 anni e tutti coloro che hanno contribuito a riportare alla luce, nel giugno scorso, il prezioso scavo intendono sapere quando sarà possibile aprirlo alla cittadinanza e ai turisti. Le associazioni Vento dello Stretto, Fare verde onlus e Amici del Museo hanno dato la disponibilità per tenerlo aperto un paio di volte al mese.
Allo scambio di note tra Soprintendenza e Comune riguardo l’assunzione di compiti per l’apertura del sito, anche con forme di volontariato, non c’è stato un seguito. L’idea della Soprintendenza, una volta riaperto e affidato il sito, è quella di ampliare lo scavo eliminando il parcheggio e la scalinata della caserma per realizzare un contenitore archeologico su via Cesare Battisti che racconti la storia della Messina greca e romana, costruendo un piccolo itinerario storico in quell’area.

Le idee ci sono ma per il momento bisogna dare continuazione a quanto fatto finora.
Sarebbe il modo più opportuno per ringraziare i tanti volontari del “lavoro a costo zero” su un patrimonio storico inestimabile in una città che, a causa dei terremoti, conserva pochissimo del suo passato.

Marina Bottari su Facebook
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