Si è tenuto ieri 22 maggio 2018 alle ore 10,00 presso il “Piccolo Sheakespeare” della Casa circondariale di Messina il 201° anniversario della Polizia Penitenziaria.

La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con il Conservatorio Corelli.

L’evento si è aperto con l’Inno Nazionale Italiano, di seguito l’Assistente Capo F.P. Buonsanti ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il Presidente Sergio Mattarella nel suo messaggio formula le più vive espressioni di gratitudine a questo Corpo di Polizia per il generoso e costante impegno che pongono nell’adempimento dei loro doveri.
La loro capacità di intervento e di coordinamento consente di affrontare in modo efficace le situazioni di disagio e di tensione. l Presidente della Repubblica conclude rendendo omaggio alla memoria dei caduti nell’esercizio del dovere, esprimendo ai loro familiari la vicinanza del Paese.”

Segue il messaggio del Ministro della Giustizia, Orlando letto dall’ agente Arigò Barbara.
“Nell’ultimo decennio l’intero sistema penitenziario ha dovuto affrontare prima l’esplodere del fenomeno del sovraffollamento frutto di una politica criminale e di un sistema dell’esecuzione penale inefficaci che oggi qualcuno ripropone”.
“Un carcere che rieduca è un carcere che realizza sicurezza. Un carcere che produce recidiva è un carcere che produce insicurezza per l’insieme della società. Il Corpo si è dimostrato aperto all’affermazione di un modello più dinamico per la realizzazione delle funzioni di controllo e di sicurezza che sono e saranno anche in futuro indispensabili all’interno del carcere abbandonando l’idea della custodia statica dei detenuti.” “Tale indicazione segue non solo le scelte della politica nazionale ma dall’adesione del nostro Paese alla Carta europea dei diritti dell’uomo. L’esperienza italiana in questi anni ci conferma che riconnettere il carcere alla società, attraverso le pene alternative, l’istruzione ed il lavoro, è la chiave di volta per costruire sistemi detentivi più giusti e più efficienti, e per rafforzare la sicurezza di tutta la società.”
“Abbiamo perseguito la strada che attraverso un nuovo sistema di regole all’interno del carcere riconosca ai detenuti la pienezza dei diritti ferme restando le esigenze di sicurezza legate a particolari condizioni soggettive.” “È proprio la riconnessione sociale a rendere possibile il contenimento, recidiva. La polizia Penitenziaria entra a pieno titolo nel sistema della sicurezza nazionale anche in materia di criminalità organizzata e terrorismo.”

L’agente Alessandra Aliano ha dato voce al messaggio del Capo dell’amministrazione Penitenziaria, Santi Consolo. “Auspico che si possa continuare nel cammino che attraverso le donne e gli uomini del Corpo si miri a rendere l’esecuzione penale più sicura e più utile.” “Il Corpo e l’Amministrazione sostiene i detenuti nell’assumere un ruolo attivo conforme alla loro dignità, ed agevola in maniera incisiva l’abbattimento della recidiva.” “Un pensiero commosso va a quanti indossando la divisa hanno sacrificato la loro vita, un pensiero giunge fino alle loro famiglie, intorno alle quali ci stringiamo con rispetto ed effetto in un abbraccio ideale, con l’impegno a non far mai venir meno la nostra vicinanza e fattiva solidarietà.” ”I caduti non saranno mai dimenticati. Uniti intorno alla Bandiera, Donne e Uomini della Polizia Penitenziaria, continuate a percorrere questo cammino di rinnovamento avendo come faro il nostro motto: Despondere spem munus nostrum!”

Dopo i saluti del Comandante del Reparto della Polizia Penitenziaria, Antonella Machì, l’intervento del Direttore della casa Circondariale di Messina Dott. Tessitore, dpo aver portato i saluti del Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria, ed al presidente del Conservatorio di Messina Giuseppe Ministeri ed al direttore Ninni Averna, al dirigente dell’Istituto Antonello, dott.ssa Maria Muscherà ed al presidente dell’associazione D’Arteventi, Daniela Ursino, allo staff del progetto il Teatro per sognare, Francesca Cannavò e Antonio Previti, per la riuscita dell’evento.

Lavorare con un’umanità sofferente, difficile, a volte anche aggressiva, significa avere la consapevolezza che una persona non si identifica solo in una categoria e che al di là delle stesse, esistono le singole persone. Il nostro è un contesto difficile caratterizzato dalla complessa conformazione della popolazione detenuta: uomini ristretti per una vasta genia di reati; da quelli bagatellari a quelli di maggior allarme sociale; reati afferenti la sfera sessuale, donne con minori a seguito, detenuti con gravi patologie ; tale complessità da la misura dell’elevato grado di professionalità richiesto al poliziotto penitenziario, chiamato a calibrare i propri interventi in relazione delle esigenze dei singoli casi da affrontare. I poliziotti che lavorano nelle sezioni detentive sono i primi ad intervenire nelle situazioni di emergenza ed a rappresentare le esigenze dei detenuti, dando loro una parola di conforto e sostegno, calibrando, sempre con misura, umanità e rigore. Tutto il personale deve essere profondamente orgoglioso.

Come da programma il coro e l’ensemble strumentale del Conservatorio Corelli si sono esibiti, in occasione del 150° Anniversario della morte di Rossini, dalla Petite Messe Solennelle, in Kyrie, Gloria in excelsis Deo, Cum Sancto Spiritu ed a chiudere l’Inno Europeo.

Un fresco brindisi con un aperitivo alla frutta preparato e servito dai “ragazzi” dell’Istituto Antonello ha concluso la manifestazione.