Il 7 marzo alle 10.15 è iniziata a Tortorici la due giorni organizzata dagli Istituti di Tortorici, Naso e Capo d’Orlando diretti dal Prof. Rinaldo Nunzio Anastasi in collaborazione con Salvatore Mammola che ormai da 10 anni organizza nelle scuole questo tipo di manifestazioni.

I docenti hanno preparato i ragazzi facendo vedere ai propri alunni i film “I cento passi” su Peppino Impastato e “La vita rubata” su Graziella Campagna ed hanno letto con loro i libri su Graziella Campagna e Attilio Manca.
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Il dirigente dei tre istituti il prof. Anastasi dichiara:
“Senza legalità libertà non può esserci”, diceva Piero Calamandrei, e senza libertà, aggiungo io, nulla ha senso.
tortorici-1La legalità è condizione di libertà, ma anche di pacifica convivenza in quanto determina la certezza del diritto. Nell’illegalità prosperano, invece, l’arroganza,la presunzione,la violenza, il bullismo,il cyberbullismo,la sopraffazione,la mafia, la mafiosità e il “gattopardismo 0di ritorno”, cioè la tendenza a demolire tutto quello che di buono fanno gli altri. Queste ultime cose sono di pochi e per pochi; le regole e le leggi sono di tutti per tutti.

Mammola e Impastato

Mammola e Impastato

Salvatore Mammola in tutti e tre gli incontri, ha parlato di mafia e mafiosità, si è soffermato sull’importanza delle regole, ma ricordando che se queste non hanno al centro l’uomo, sono regole che vanno cambiate e che si deve fare l’impossibile per modificarle, usando sempre gli strumenti messi a disposizione dalla nostra Carta Costituzionale.
Ha attaccato gli imprenditori, i politici, le banche quasi tutte usuraie, i magistrati corrotti ed i finti rappresentanti delle forze dell’ordine che si piegano alla mafia per il proprio tornaconto personale.
Forse è difficile da dire a dei giovanissimi studenti, ma Salvatore Mammola ha ripetuto più volte ai ragazzi di studiare perché solo la cultura li può salvare e di rinunciare a scorciatoie e raccomandazioni se non si vuole diventare schiavi di un padrone di turno.

Giovanni Impastato

Giovanni Impastato

Ospite fisso, in tutte e tre gli eventi, Giovanni Impastato, fratello di Peppino che ha parlato della vita passata con suo fratello e con la sua famiglia a Cinisi, in una famiglia mafiosa, in un paese gestito totalmente dalla mafia di Tano Badalamenti.

Giovanni nei suoi discorsi ha sempre parlato del padre legato alla mafia e della madre Felicia, una donna forte che da madre non ha mai abbandonato Peppino, e che ha interrotto ogni rapporto con la famiglia mafiosa anche quella americana che voleva vendetta. Mamma Felicia desiderava giustizia, non vendetta!

Cucinotta e Anastasi

Cucinotta e Anastasi

Altro ospite quasi fisso (non è riuscito a partecipare solo all’evento di Naso) il Commissario della Polizia di Stato di Patti Giuliano Bruno. Ha raccontato ai ragazzi, emozionando Giovanni Impastato, che se oggi è Commissario di Polizia lo deve a Peppino Impastato, che quando non studiava ascoltava sempre la canzone de “I cento passi” , ed ha voluto ricordare a tutti che “la mafia è una montagna di merda”.

A tortorici gli ospiti sono stati Gianluca Rossellini che ha parlato di ecomafie, Luciano Armeli ha parlato di Attilio Manca Giovane urologo ucciso chiaramente dalla mafia, ma che ancora oggi dal tribunale di Viterbo viene considerato un drogato morto per overdose. Mentre a Roma, Pignatone ha aperto un procedimento per omicidio. Il sostituto procuratore di Patti, il dott. Alessandro Lia ha parlato ai ragazzi dell’importanza delle regole, che in assenza di regole sarebbe impossibile anche per loro divertirsi giocando una partita di calcio e ricordando a tutti che la legalità è anche nei piccoli gesti quotidiani spesso sottovalutati come rispettare la cada all’ufficio postale o arrivare in orario a scuola.

Manca e Cavallo

Manca e Cavallo

La manifestazione di Tortorici è iniziata con l’ultimo messaggio da radio out dopo la morte di Peppino Impastato, e prima che prendesse la parola Giovanni Impastato i ragazzi hanno interpretato e suonato dal vivo magistralmente la canzone “I cento passi” colonna sonora del film.
Un “cadeau”a persone come Peppino Impastato che, con la loro lotta alla mafia, hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia.

carlo cucinotta

carlo cucinotta

Nel pomeriggio a Naso, all’interno dell’ex convento benedettino si è continuata la manifestazione “Spegniamo l’illegalità… diamo luce al futuro!“dopo l’intervento di Giovanni Impastato sono intervenuti Carlo Cucinotta che ha parlato del ”rispetto delle regole” e Clelia Fiore che si è soffermata sul bisogno di legalità ed in particolare ha elencato, alla vigolia dell’8 marzo, le tantissime donne colpite, in modo diveso, dalla violenza mafiosa.
legalita

Giorno 8 marzo, festa della Donna, si è continuato a parlare di legalità senza dimenticare le donne. L’incontro tenuto all’interno del Cineteatro Rosso di San Secondo sempre in collaborazione con Salvatore Mammola, ha visto importanti relatori oltre Giovanni Impastato, Angela Manca, madre di Attilio ucciso dalla mafia, facendolo passare solo per quattro “creduloni” un drogato morto per overdose.
20170313_215124_resizedAngela ha ricordando a tutti i presenti le parole di Papa Francesco raccomandando ai ragazzi di non lasciarsi rubare il futuro. Piero Campagna ha parlato della tragica morte toccata a sua sorella Graziella per mano di bestie mafiose.
Poi è toccato a Rosaria Brancato che ha parlato del suo lavoro di giornalista ed ha voluto chiarire a tutti che la mafia ormai è in giacca e cravatta ed usa le forme peggiori e sottili d’intimidazione. Ha concluso le due giornate il sostituto procuratore della Dda di Messina, Angelo Cavallo che si soffermato sull’importanza dei pentiti, parlando anche del pentito D’Amico, pentito che ha parlato anche dell’omicidio di Attilio Manca.

fotografie di Danilo Mammola