A sei mesi di distanza dal “varo” parziale, il Museo interdisciplinare regionale di Messina, inizia un nuovo capitolo della sua storia alquanto complessa.

ALFANOIeri il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, ha inaugurato il percorso medievale-moderno che si aggiunge alla sezione archeologica e l’Arcivescovo, Mons. Giovanni Accolla, ha benedetto i nuovi locali.

Adesso Messina ha un il suo Museo, finalmente completo. MUSEOUn percorso artistico che richiede una visita di oltre due ore per apprezzare le 750 opere collocate nei 4700 mq utilizzati per l’esposizione.

Un’opera che ha assunto i connotati di un evento “straordinario” come ha sottolineato l’Avv. Carlo Vermiglio, Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, a causa di oltre un trentennio di lavori a singhiozzo che, per tanto tempo, ne hanno fatto una triste impresa incompiuta.

Ma adesso il Museo c’è ed è “bellissimo, straordinario ed è il nostro Museo”.
PORTAIl suo ruolo è ridare un’identità alla Città che ha bisogno di punti di riferimento e di questa “Patria culturale”, senza dimenticare, come ha detto l’Avv. Vermiglio, la profonda valenza sociale che ha la cultura, che assieme al turismo e all’ambiente sono le tre leve per sollevare le sorti economiche, anche della nostra Città.

Il Dirigente Generale dei Beni Culturali, Gaetano Pennino, ha esaltato il valore del Museo della città di Messina e la polarizzazione di interessi diffusi che ne fa un vero e proprio polo magnetico. Però, mantenere ciò che con tanto fatica è stato posto in essere, è un imperativo categorico.

Anche Caterina Di Giacomo , direttore del Polo Regionale di Messina, Museo Interdisciplinare, ricordando il lavoro della Dott.ssa. FDI-GIACOMOranca Campagna e dell’Architetto Antonio Virgilio e del Responsabile dei lavori di completamento della struttura, Gianfranco Anastasio, ha posto l’accento sullo straordinario percorso creato che proietta lo spettatore dentro ventisette secoli di storia cittadina, dalla fondazione nell’VIII a. C. alle soglie del XX, fino al 1907.

Un “luogo vivo, strumento delle ambizioni di crescita civile e culturale, un luogo da amare e promuovere in tutto il mondo” e da questa considerazione nasce l’ invito rivolto dalla Dott.ssa Di Giacomo anche alle forze imprenditoriali del territorio, che tanto posso fare attraverso le sponsorizzazioni.

Ognuno dei relatori istituzionali ha espresso con molta partecipazione il proprio pensiero come se ci fosse una domanda unica alla base: “Cos’è questo Museo?”.

Per Il Sindaco Metropolitano, Accorinti è “la chiave di volta per creare occupazione”, una forza su cui scommettere e fare squadra. Ma non bastano i croceristi, servono infrastrutture, ferrovie efficienti e la richiesta è stata indirizzata, a chiare lettere, al Ministro Alfano.

Un gioiello del Sud Italia” che va promosso e proposto principalmente ai 5 milione di siciliani per il Presidente della  Assemblea Regionale Siciliana l’onorevole Giovanni Ardizzone. L’avvertenza è di avere “più autostima e più ottimismo”, consapevoli che il Museo non fornirà la risoluzione di tutti i problemi.

Inoltre, a pochi metri dal Museo c’è un’altra “scommessa” da seguire: nel plesso dell’ex ospedale Margherita dovrebbe nascere La Cittadella della Cultura Siciliana, idea forte e vincente del Dottor Lucio Barbera che l’onorevole Ardizzone si augura possa trovare soddisfazione.

CROCETTAIl Museo è “una potenzialità per la Città di Messina e per gli altri Comuni che confluiscono nella Città metropolitana”, per il Governatore Crocetta che ha sottolineato che sono tante bellezze già visibili, ma tante altre sono ancora da valorizzare grazie ad una collaborazione virtuosa come quella che ha portato a sciogliere i nodi che bloccavano l’apertura del Museo.

FOLLAA conclusione, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha parlato del museo come di un paradigma che racconta di tutto ciò che non doveva accadere in riferimento ai tempi di realizzazione, ma che racconta anche del successo della tenacia sulla rassegnazione. “Non esiste il futuro senza la memoria, non esiste apertura al mondo senza amore della propria Terra”. Quindi, il Museo che oggi è “Vessillo di bellezza e di cultura”, ci deve far ricordare chi siamo e chi vogliamo essere in futuro.

Per ultimo, va registrata la risposta della cittadinanza che si è presentata numerosissima per potere accedere al nuovo Museo.