“L’acqua che io vi darò diventerà in voi sorgente che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14).

Ecco l’acqua,
che sgorga dal tempio santo di Dio, alleluia,
a quanti giungerà quest’acqua
porterà salvezza: alleluia, alleluia

Desidero esprimere gli auguri di una Santa Pasqua ai fedeli e ai cittadini tutti dell’Arcidiocesi di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela, attingendo alle parole che Gesù rivolge alla Samaritana.

Oggi il mondo e le nostre città hanno “sete”. Gesù si propone come colui che estingue le seti degli uomini, versando dal suo costato sangue ed acqua. “Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata compiuta, disse per adempiere la scrittura: Ho sete” (Gv 19,28). “Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù, e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19, 32 – 34).

Qual è la sete di Gesù? Quali le seti degli uomini del nostro tempo? Quale il nostro coinvolgimento, per estinguere le seti del tempo presente?

Sete di verità, di giustizia, di pace e di misericordia.
Sete di impegno socio-politico, per riscoprire la gioia della condivisione tra fedeli e laici a servizio del bene comune.

Oggi le nostre città sono continuamente interpellate dalla precarietà dei servizi offerti ai cittadini, dal problema della vivibilità di alcuni quartieri, dalla preoccupazione dell’integrazione sociale dei propri cittadini e dei migranti, dalla carenza dei servizi sanitari e del diritto allo studio, dalla diffusa piaga della disoccupazione.

La partecipazione e la condivisione nell’assunzione di responsabilità per la gestione della cosa pubblica interpella in maniera trasversale tutti, credenti e non credenti. La Pasqua, evento di liberazione, è la festa “prototipo” di un popolo che si sente in cammino e ha il coraggio di sapersi mettere in gioco e di affrontare le sfide.

La Chiesa nel suo magistero, nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” al n.205, così si esprime: “La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune. Dobbiamo convincerci che la carità “è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche di macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici”.

Gesù così si pone dinanzi alla Samaritana e fa colpo, la stupisce, la converte, la orienta, la rimette in gioco e la rende testimone di verità. Gesù le dice: “Credimi, donna …. È giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” ( Gv 4, 21 -24). “La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: “venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?” (Gv 4,28-29).

Abbiamo urgente bisogno di abbandonare “la brocca” contenente l’acqua torbida delle cisterne screpolate, l’acqua dell’inganno e della seduzione, l’acqua degli interessi e del dominio, l’acqua della strumentalizzazione e delle divisioni, e di andare di corsa per le vie del mondo, per le vie delle nostre città a portare l’acqua che “zampilla per la vita eterna”: quella donataci da Cristo, quella con la quale siamo stati battezzati, purificati, attraverso la quale siamo diventati creature nuove, l’acqua che, ancora oggi, sgorga dal costato di Cristo, quella della pienezza dell’amore di Dio per noi, l’acqua che ci disseta anche nel cammino dei nostri deserti.

Santi e sante come Santa Eustochia Smeralda Calafato, Sant’Annibale Di Francia, il Beato Antonio Franco, la Beata Maddalena Morano, il Venerabile Antonino Celona, i Servi di Dio Francesco Maria di Francia, il Card. Giuseppe Guarino, Mons. Francesco Fasola, Madre Nazzarena Maione, Madre Veronica Briguglio, Sr. Francesca Giannetto e Madre Florenzia Profilio sono per la nostra Chiesa locale e per il territorio tutto modello di quanti hanno saputo coniugare, coerentemente con i tempi in cui sono vissuti, vita di fede e impegno per il bene comune.

Sulla scia di questi esempi luminosi siamo chiamati a vivere la Pasqua del Signore come “nuove creature”.

Auguro a tutti che la Pasqua del Signore ci apra ad un autentico rinnovamento di vita, per essere nel mondo testimoni della liberazione integrale dell’uomo.

Cristo è risorto. Cristo è veramente risorto, alleluia.

Santa Pasqua!