L’Associazionismo a sostegno delle persone affette da Autismo “ deve alzare gli scudi delle battaglie sia sul fronte legislativo che nelle fasi di attuazione delle leggi. Bisogna sapere cosa e come richiedere alle istituzioni – Sanità, Enti Locali, Scuola, Centri per L’impiego, ecc… -, ma anche al terzo settore e alla Comunità tutta, per puntare all’autonomia e all’autodeterminazione delle persone disabili e per garantire loro il godimento di tutti i diritti , inclusi quelli sociali”.

Questo il messaggio emerso a conclusione di un convegno organizzato da diverse associazioni, tra le quali il Cif, La Caritas Diocesana, Cittadinanza Attiva, Bambini Speciali, L’Aquilone, L’Unesco, e sostenuto da tantissime altre (Associazioni).

Dopo i saluti di rito, i lavori sono stati aperti dalla dott.ssa Giovanna Gambino, Garante Regionale per la disabilità, che ha relazionato sul tema “Il Progetto individualizzato di vita per la persona con disabilità”.

La disabilità si manifesta quando il rapporto tra la Persona e l’Ambiente non è favorevole. E per le persone autistiche ciò avviene perché non si è attuato il sistema degli interventi e dei servizi sociali previsto dalla L.328/2000. Non si realizzano i Progetti personalizzati, assenti nei Piani di Zona di competenza dei Comuni, e non si fronteggiano con attività socio riabilitative, specie integrazione scolastica e via via fino all’inclusione lavorativa, le tante necessità dei disabili riconducibili ad aspetti bio-socio-sanitari.

“Un Progetto innovativo : il bioparco delle intelligenze e delle fragilità , centro internazionale di ricerca e assistenza” è stato il tema della seconda relazione che ha richiamato i tanti passi avanti della ricerca finalizzata all’assistenza dei disabili , alimentando la soeranza nei tanti familiari presenti.

La PERSONA al centro” è stato il tema sul quale ha relazionato il dott. Matteo Allone, dirigente medico Asp Messina. “I Progetti personalizzati vanno costruiti mettendo al centro la Persona da accompagnare nel suo percorso di vita. Occorre attivare la “Presa in carico comunitaria” affiancando all’Equipe medica guidata dallo Psichiatra, la famiglia, il volontariato , ecc…., fino all’intera Comunità.

Dopo la proiezione del cortometraggio “Il buio e la Luce”, è seguito il dibattito e le conclusioni della dott.ssa Mariella Ippolito, Assessore regionale alla famiglia, che ha ricordato il salto di qualità della Regione con i finanziamenti previsti, 960 mila euro destinati alla creazione di nuovi centri per la diagnosi e il trattamento precoce, e le sollecitazioni nei confronti degli Enti Locali e del territorio tutto. “La civiltà di uno Stato si misura a partire dal sostegno alle fasce deboli”.