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Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania oggi ha dato notizia di un caso di violenza sessuale.
Riportiamo integralmente il comunicato redatto dalla Sala Stampa dei Carabinieri:
“L’orco era il collaboratore domestico: arrestato mentre tenta di abusare della figlioletta dei datori di lavoro.
Ieri sera [14 luglio 2017, Nda]  i Carabinieri della Tenenza di Mascalucia hanno arrestato nella flagranza un cingalese di 33 anni, poiché ritenuto responsabile di  violenza sessuale nei confronti di minore di anni 14.
E’ stata la bambina qualche giorno fa a confidare alla madre come il collaboratore domestico, al servizio della famiglia da una decina di anni, negli ultimi tempi, la invitava spesso a ‘giocare’ nello scantinato. La madre, accompagnata dal marito,  si è rivolta immediatamente ai carabinieri raccontando e denunciando quanto appreso dalla figlia, particolari chiaramente votati alla sfera sessuale, indicando anche il luogo dove presumibilmente l’uomo approfittava della bambina.
I militari, appresa la notizia hanno immediatamente informato l’Autorità Giudiziaria che ha fornito le direttive sulle modalità di intervento, e, dopo alcune ore di appostamento, hanno verificato la piena fondatezza del racconto della minore, operando in flagranza.  A fermarlo in tempo i carabinieri che, intervenuti immediatamente,  lo hanno  ammanettato ed associato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, al carcere di  Catania Piazza Lanza”.
Il comunicato invita a tre riflessioni almeno:
la vittima ha 14 anni. Sappiamo che il menarca si manifesta tra i 10 e i 16 anni; è un processo lento e turbolento che segna il passaggio alla condizione di fertilità;
l’aggressore – il comunicato dei Carabinieri lo definisce “orco” – è un uomo appartenente ad una cultura che esprime una concezione del rapporto uomo-donna e del ruolo della donna in società, diversa rispetto al modello Occidentale;
la maggior parte degli orientamenti governativi si ispira al “modello funzionalista di inclusione delle minoranze, fondato su una logica utilitaristica della presenza straniera, giustificabile nella misura in cui occorre alla prosperità nazionale. Per cui gli immigrati vengono considerati solo come parte del sistema produttivo necessario alla crescita economica, alla stabilizzazione dei trend demografici e al sostegno del welfare, con una conseguente istituzionalizzazione della precarietà, che non contempla processi di radicamento sul territorio nel lungo periodo”.

Ph. from “The servant” film