In base alla ricostruzione della Procura di Catania, il Direttore della Direzione Ragioneria Generale Provveditorato ed Economato del Comune di Catania, Massimo Rosso, avrebbe “consentito pagamenti a favore del Consorzio Seneco con tempistiche e modalità del tutto vantaggiose per la parte privata, accentrando su di se ogni responsabilità in merito ai pagamenti da effettuare in relazione alle prestazioni oggetto del contratto e fornendo inoltre la propria opera di consulenza in materia contabile e commerciale, non solo in relazione al contratto citato, ma anche in relazione agli affari complessivi del gruppo Deodati, ciò anche in evidente conflitto di interessi con la propria posizione di funzionario apicale del Comune di Catania. In cambio del pagamento, da parte di Antonio Deodati, del canone di affitto delle abitazioni occupate dalle figlie del Rosso a Roma, ove frequentano i rispettivi corsi di studi universitari, nonché nell’assunzione dei fidanzati delle figlie a tempo indeterminato presso società riconducibili al Deodati”.

Antonio Deodati: classe 1962, imprenditore romano, comproprietario della I.P.I. s.r.l. affidataria in RTI con OIKOS dal 19.2.2011 al 15.5.2017 del servizio di igiene pubblica del Comune di Catania; già socio fino al 2.3.2017 della ECO.CAR. s.r.l. affidataria in R.T.I. con SENESI S.p.A. del servizio di raccolta, spazzamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti del Comune di Catania, a far data dal 16.5.2017; vicepresidente del Consorzio SENECO, cui vengono contestati i reati di turbata libertà degli incanti e corruzione per  atti contrari ai doveri d’ufficio.