Da “I PADRINI DEL PONTE, AFFARI DI MAFIA NELLO STRETTO DI MESSINA di Antonio Mazzeo.

Era appena il 2010 è cosi il giornalista Antonio Mazzeo parlava di uno dei personaggi di spicco dell’imprenditoria locale ed oggi “inguaiato”, dopo altre vicissitudini, dai Carabinieri dei ROS.

“Il geometra Carlo Borrella, membro della giunta locale di Confindustria, ha assunto il ruolo di leader incontrastato del movimento terra e dei lavori di somma urgenza nel messinese.
borellaE non solo. La società di cui è titolare, la Demoter, in pochi anni è divenuta un’affermata azienda nel settore dei lavori pubblici e privati, ottenendo importanti appalti in Trentino, Toscana, Calabria e Sicilia. La Demoter, in particolare, è stata la subappaltatrice del consorzio Ferrofir (Astaldi-Di Penta-Impregilo) nella realizzazione della lunga galleria dei Peloritani tra Villafranca e Messina, predisposta in vista del costruendo passante ferroviario del Ponte sullo Stretto. Alla Di Penta, poi Astaldi, la Demoter di Carlo Borrella è subentrata nella realizzazione dello stadio “San Filippo”, inaugurato in fretta e furia per ospitare gli incontri casalinghi del Football Club Messina neopromosso in serie A. Nel maggio 2005, la società di Borrella ha invece rilevato i lotti per il completamento, sulla A-20 Messina-Palermo, degli svincoli ai quartieri di Giostra e Annunziata, previsti come penetrazione autostradale verso Capo Peloro e la futura torre siciliana del manufatto. La Demoter si è associata per questi lavori con la veneta Cordioli e C. e con A.I.A. Costruzioni di Catania, società che ha partecipato alla realizzazione del nuovo aeroporto di Fontanossa, dell’albergo Navy Lodge e dell’ospedale Med-Dental di Sigonella.

La rapidissima ascesa della Demoter nel business delle grandi opere non poteva non richiamare l’attenzione dei gruppi criminali che si sviluppano parassitariamente attraverso l’imposizione del pizzo. Come per le acciaierie Megara, anche l’azienda del geometra Borrella è stata oggetto dello scambio epistolare tra Bernardo Provenzano e il luogotenente Luigi Ilardo. L’episodio è stato raccontato dal colonnello dei carabinieri Michele Riccio, che aveva avviato il contatto con Ilardo in vista di una sua formale collaborazione con lo Stato. «A fine aprile 1996 incontravo più volte Ilardo», esordisce Riccio. «Ormai era imminente la nostra convocazione a Roma (per l’avvio della verbalizzazione del neocollaboratore N.d.A.) … Quella sera era piuttosto stanco. Si era recato anche nella provincia di Messina dove aveva incontrato il suo referente del posto, quel Sem, così chiamava Salvatore Di Salvo, il mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto che insieme ad altri due suoi complici aveva preso le redini dell’organizzazione del Gullotti dopo che questi, già latitante, era stato tratto in arresto dalla polizia».

Continua il racconto del colonnello Riccio: «Il Sem era quello del gruppo preposto alla gestione dei rapporti con le ditte che operavano in quella provincia, secondo l’assegnazione degli appalti, concordando e verificando il regolare pagamento del pizzo. Ed a lui si era rivolto per risolvere i problemi della Demoter di Messina, come Provenzano già da tempo gli aveva chiesto di seguire. Il Di Salvo era direttamente in contatto con il vertice della società, l’ingegnere Borrella, che provvedeva al pagamento della protezione. Ed alla mia domanda, come si potesse eventualmente stabilire da un controllo dei registri che una ditta effettivamente era soggetta ad estorsione, Ilardo mi riferiva che era l’ufficio o la persona preposta all’amministrazione a modificare i bilanci dell’impresa. L’ammanco veniva regolato con le stesse modalità utilizzate per occultare le tangenti ai politici o la corruzione dei funzionari per ottenere l’assegnazione di un appalto. In bilancio venivano riportate fatture maggiorate o quelle relative a lavori eseguiti non regolarmente come invece attestato, indicando sovente anche materiali diversi da quelli menzionati, più scadenti. (…) Ovviamente la società Demoter tuttora è vessata da estorsioni ed attentati di vario genere, come emerge dalle varie inchieste giudiziarie».

Nelle mire dei barcellonesi
La Demoter ed un’altra azienda del gruppo Borrella, Ingegneria e Finanza Srl, sono partner della società mista di trasformazione urbana Il Tirone Spa, una creatura dell’amministrazione comunale di Messina che detiene direttamente il 30% del capitale azionario. La società mista ha avviato un devastante programma urbanistico nello storico quartiere del Tirone, a due passi dal Palazzo di giustizia. Gli altri soci di Borrella e del Comune di Messina? La Studio FC & RR associati, l’Ingegner Arcovito Paolo Costruzioni, Trio Srl, Ciaquattropareti e Garboli-Conicons di Mondovì (Cuneo). Di quest’ultima azienda, recentemente acquisita dalla Pizzarotti Parma, è membro del consiglio di amministrazione il dottore Paolo Sabatini, già Ad poi consigliere di Gemina ed odierno amministratore delegato della Promozione e Sviluppo Spa del gruppo Impregilo.

Il geometra Carlo Borrella è pure presidente dell’Associazione costruttori edili di Messina; membro del consiglio d’amministrazione della Duomo Srl, società che sta realizzando un contestatissimo edificio multipiano proprio di fronte alla Cattedrale di Messina; presidente di Risanamento Messina Srl, società che ha avviato i lavori per un insediamento commerciale in zona Maregrosso; contitolare di Players Group che gestisce la struttura Bingo di Contesse; socio, ancora attraverso Iniziative Immobiliari, della “società contenitore” Opera prima, accanto alla Gest-Comm (amministrata da Andrea Lo Castro, legale di fiducia del sindaco di An Giuseppe Buzzanca) ed alla Zilch Finanziaria, operante nel settore della ristorazione. Quest’ultima società appartiene per un 25% alla Fi.Pe. Spa dell’onnipresente famiglia Franza. Accanto ai signori della navigazione dello Stretto, Carlo Borrella compare pure nel Cda del Consorzio Costruttori Messinesi, quello che ha visto unire i maggiori imprenditori edili in vista delle opere strategiche del XXI secolo, tutt’oggi presieduto da Roberto Caligiore.

Come se ciò non bastasse la Demoter guida le associazioni d’imprese in gara per alcune delle opere pubbliche previste a Messina dal piano comunale triennale: la ristrutturazione degli impianti e la gestione di Villa Dante; la creazione di centri direzionali negli isolati 88 (viale San Martino) e 158 (via La Farina). Partner della società di Borrella, Giuseppe Lupò, Paolo Arcovito Costruzioni, Itaca Srl, Trio Srl, Domenico Gemelli, Damiano Costruzioni, Pettinato, Italgeo, CCT, Antonio Puglisi, Cogest Srl, la C & D Costruzioni.

Gira e volta, i soliti noti. Come abbiamo visto, la Paolo Arcovito Costruzioni compare con Demoter nel piano del quartiere Tirone. La società titolare degli immobili e delle villette a schiera costruiti recentemente nella fascia tirrenica vicina Capo Peloro, è inoltre presente nel Consorzio Costruttori Messinesi (ma ci sono pure Trio, Domenico Gemelli, Damiano Costruzioni, Pettinato e C & D). Itaca, società del gruppo Mancuso di Brolo che ha realizzato a Messina buona parte dei complessi abitativi della locale Lega delle Cooperative, in associazione con il geometra Borrella ha gestito – per conto della Pizzarotti Parma – lavori per 5,2 milioni nel cosiddetto “Residence Mineo” che ospita quattrocento alloggi familiari per il personale americano in forza alla base nucleare di Sigonella. Della società Itaca, perlomeno sino al 1990, era socio il costruttore Antonino Giuliano.