Incendi a Messina. Certe immagini che stiamo vedendo in questi giorni, sembrano scene di un film apocalittico.

Tutto il crinale dei Peloritani, da sud nord distrutto in una settimana dalla furia dalle fiamme: è un colpo al cuore per i messinesi.

Ho sentito alcune testimonianze di cittadini che hanno perso ogni cosa, vivi per miracolo e impoveriti dei propri bene: bestiame, terreno, capannoni.
Ho paura per i ragazzi e i bambini che vivono nelle zone colpite dai roghi di queste ore, per gli anziani che, insieme agli infermi sono i più fragili e bisognosi di tutela; da cittadina piango il nostro territorio martoriato dalla forza distruttrice del fuoco.
Sono accanto, per quello che può servire, a chi è stato duramente colpito ed esprimo gratitudine alle forze dell’ordine e volontari, che si stanno dedicando anima e corpo a salvare il salvabile, senza sosta e con dedizione. Ai Vigili del fuoco va il grazie di Messina e un incoraggiamento per un’altra giornata appena iniziata che appare già lunghissima per l’enormità del fenomeno che pare non avere mai fine. Passata l’emergenza, però, bisognerà pretendere chiarezza e giustizia e non rimanere inermi accettando di anno in anno stupri del nostro territorio.

Non possiamo ne vogliamo restare in silenzio rendendoci complici , perché purtroppo, gli incendi di questi giorni sono anche conseguenza e testimonianza tangibile dell’assenza di politiche di gestione del territorio. L’abbandono delle aree rurali per “salvare le colline” favorisce il dissesto idrogeologico e la desertificazione creando terreno fertile per le fiamme.

Già tre anni fa avevo chiesto con una interrogazione di ripulire le tante “trazzere” che servono ai pochi eroici agricoltori rimasti sul territorio messinese a raggiungere i propri terreni, favorendo la coltivazione ed evitando l’abbandono e la desertificazione. Non ho avuto, al solito, alcuna risposta in merito; sono state messe nel dimenticatoio tutte le richieste ritenute inutili da sedicenti ambientalisti nemici dell’Ambiente che oggi amministrano la città.

Sarebbe interessante per la città sentire il sindaco su quanto sta accedendo a Messina, ammesso sempre che se ne sia accorto.
Potrebbe essere, come sempre, in altre faccende affaccendato: la gestione dei massimi sistemi, l’analisi del sesso degli angeli, l’organizzazione della venuta del Dalai Lama, ma non certo una priorità in grado di cancellare il resto.

Daniela Faranda, Consigliere comunale AP