antonio ingroia
“Ho sempre massimo rispetto per il lavoro della magistratura ma il modello di magistrato che io ammiro e apprezzo è quello che non si chiude nella torre d’avorio dei codici ma ha la sensibilità di interpretare la giustizia come un servizio nell’interesse dei cittadini. La partecipazione al processo penale delle parti civili, come Altragricoltura, avrebbe rappresentato la giusta applicazione di questo principio, la non ammissione delle stesse ne costituisce invece la sconcertante mortificazione. E’ un’occasione persa, purtroppo, per ridare ai cittadini fiducia nella giustizia”. A dichiararlo è Antonio Ingroia nella veste di rappresentante legale di parte civile di Altragricoltura, il movimento di rappresentanza di contadini, agricoltori e allevatori.
Il processo in questione si celebra a Ragusa su denuncia dell’agricoltore Maurizio Ciaculli nei confronti della LIDL e del gruppo Napoleon. “Ciaculli – spiega Ingroia – trovò sugli scaffali della LIDL di Vittoria delle melanzane spagnole vendute come produzione della sua azienda. Di qui la denuncia per frode commerciale. Il processo può finalmente portare alla luce alcune gravi distorsioni della filiera commerciale ortofrutticola: pratiche certamente poco ortodosse, spesso anche illegali, operate dalla grande distribuzione per mettere in commercio prodotti contraffatti o comunque non conformi a quanto dichiarato sull’etichetta, alle condizioni e ai prezzi da loro imposti. Un malaffare spesso gestito dalla criminalità organizzata con ovvie conseguenze per la salute dei consumatori, sulle cui tavole arrivano spesso prodotti non tracciati. Un malaffare che Ciaculli ha denunciato con coraggio, rifiutando di ritirare la denuncia in cambio di soldi e subendo conseguenze gravissime, come continue intimidazioni, minacce di morte e il boicottaggio che ha portato al fallimento della sua azienda. Ora bisogna dargli la giustizia che chiede e che merita. Altragricoltura è da sempre al fianco degli agricoltori onesti e contro chi opera illegalmente”.