carmelo zuccaro
“Quando giocavo a scacchi mi rendevo conto che il cuore del gioco è fare in modo che il tuo avversario faccia mosse logiche ma forzate. Si gioca in due, è uno scontro in cui ciascuna mente restringe il margine di scelta all’altra. I neocon sono persone potentissime e controllano l’informazione: mi sembra incredibile che proprio la solita stampa soffi sui carboni accesi alimentando le polemiche.
Evidentemente è un effetto voluto. Convincere le masse che ci sono ONG cattive vorrebbe dire accettare che ci sono ONG buone; ma è ovvio che i milioni di immigrati che scorazzano in Europa senza possibilità di integrazione non sono stati portati da quattro società soltanto. Il vero problema è la immigrazione massiva in sé e per sé, piuttosto che la sua legalità. Frame nel frame: il magistrato scomodo. Non so quanto sia consapevole Zuccaro di essere strumentalizzato, né avrebbe alternative fuori dalle regole.
Ieri una sedicente scrittrice, intellettuale del mainstream, ha provato a mettermi la camicia di forza. Nella Società dello Spettacolo siamo tutti coscritti di un copione.
Ma abitando a Catania mi rendo conto di vivere in un ambiente malsano e corrotto; e che Bianco è per Frontex e avrebbe beneficio a togliere un po’ di pressione ad amici e padroni.
Già l’indagine è molto blanda e pare facile insabbiarla, la reazione mi pare perfettamente controllata: in una UE scossa da un nuovo Risorgimento, dominata da una sinistra sorosiana e sionista tramite la sua grigia socialdemocrazia e il terrorismo di stato, le motivazioni sono abbastanza gravi per sganciare ogni nuova arma di distrazione di massa. Gli sbarchi intanto hanno assunto un ritmo parossistico, ma la informazione non si allarma”.
di Sergio Pensato