San Euplio era un diacono, originario di Catania, che sul finire del terzo secolo girovagava per la Sicilia diffondendo la voce di Cristo.

In quel tempo l’Impero romano era guidato da Diocleziano, profondamente persuaso che per la tranquillità dell’impero fosse indispensabile distruggere il Cristianesimo, ed infatti nel febbraio del 303 d.C. emanò un editto che ordinava lo sterminio dei seguaci di Cristo. A Catania era proconsole Calvisiano che, attenendosi alle disposizioni del suo Imperatore, avviò una ampia azione di repressione del Cristianesimo e dei suoi seguaci.

Si narra che Euplio fu sorpreso mentre teneva in mano gli Evangeli, che egli spiegava al popolo, fu arrestato e quindi condotto al cospetto dei giudici, preceduto da lui un araldo che diceva: «Euplo, cristiano, nemico degli dei e degli imperatori!»..

santeuplio1Davanti al tribunale che lo processava Euplio gridò ad alta voce: «Io sono cristiano; desidero morire per il nome di Cristo». Non volendo per nessuna ragione abiurare la sua fede, il governatore Calvisiano davanti a tale risolutezza non poté fare altro che decretarne la morte ordinando la decapitazione.

Euplio avviandosi verso il patibolo tutto contento, ripeteva senza posa: «Grazie a Cristo Dio», affrettando il passo come se andasse ad una incoronazione.

Arrivato sul luogo del supplizio si mise in ginocchio e pregò a lungo. Poi presentò la testa e fu decapitato.

Ciò avveniva sotto il nono consolato di Diocleziano e l’ottavo di Massimiano, proconsole Calvisiano alla vigilia delle idi di agosto, in Catania», ovvero il 12 agosto dell’anno domini 304.

Le reliquie di S. Euplio, sin dal 1040 sono venerate e custodite in un’urna argentea nell’antica Cattedrale di Trevico, in provincia di Avellino, ove il Santo è Patrono, così come lo è della cittadina di Francavilla di Sicilia, oltre che a Catania.

Fino all’ invasione dei saraceni il Diacono era molto venerato dai catanesi che, nel 1654 chiesero una reliquia alla città di Trevico. La richiesta venne accolta e fu donato un osso del martire ai Padri della Compagnia di Gesù di Catania; nel 1656, dopo il consenso della Sacra Congregazione dei Vescovi, la reliquia giunse a Catania accolta da grandi festeggiamenti.

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa di Sant’Euplio a Catania venne distrutta con il suo prezioso contenuto.

2017-08-09_122000Alcuni anni dopo l’Arcivescovo di Catania Mons. Bentivoglio si recò in pellegrinaggio a Trevico per venerare il Santo, in quell’ occasione chiese ed ottenne una piccola reliquia del Santo.

Questa per grandi linee la vita e la morte di Sant’Euplio tra storia e legenda, unica fonte attendibile è un antico documento dell’XI secolo, custodito nella biblioteca nazionale di Parigi, «la Passione di sant’ Euplo», che racconta le ultime ore di vita del diacono, che contiene frammenti dei due interrogatori cui fu sottoposto Euplio dopo essere stato imprigionato il 29 Aprile del 304.

Il corpo di San ‘Euplio rimase a Catania fino all’anno mille allorquando un devoto, probabilmente un soldato romano, per salvarlo dalla distruzione, ricompose i resti in un’urna e li trasportò a Trevico sua cittadina natale.

La cui figura è ormai poco nota in Sicilia ed anche nella sua città natale, oscurata dalla grande popolarità di Sant’Agata, altra martire catanese.

Badiazza

Badiazza

A fronte dell’assenza quasi assoluta di documentazione relativa alla vita di Sant’Euplio, vi sono tuttavia tracce nella tradizione orale, storie che si tramandano nelle generazioni e attraversando i secoli sono giunte fino a noi, storie che narrano del passaggio del Santo per la valle dell’Alcantara e per cittadina di Francavilla, a monte della quale, sembra, fondò un convento, situato in una altura in una splendida vallata alle pendici dell’Etna, del quale rimangono i ruderi, che ancora oggi viene chiamato “Badiazza.”

Per onorarne la memoria e l’impegno per le popolazioni, Francavilla lo elesse come proprio Patrono ed è festeggiato l’ultima domenica di agosto.

Il nome Euplio, in dialetto “Tropu” un tempo piuttosto diffuso nel francavillese, è via via diventato desueto, al punto che adesso vi sono solo due persone con questo nome.