braccialetto elettronico

“Nel primo semestre 2016 il numero di soggetti sottoposti agli arresti domiciliari si è attestato sulle 8.108 unità, ossia 1/3 del numero degli ingressi in carcere. Soltanto in 240 casi sono state autorizzate uscite dal domicilio (ad esempio per svolgere attività lavorativa) e in 1.499 casi è stato disposto l’utilizzo del braccialetto elettronico.
Da tale ultimo dato (sottoutilizzo del braccialetto elettronico) è facile presumere che in molti casi il Giudice procedente avrebbe ritenuto idonea la misura cautelare degli arresti domiciliari avvalendosi del controllo elettronico, ma non essendovi dispositivi disponibili (sono soltanto circa 2.000 i braccialetti elettronici di cui dispone il Ministero della Giustizia e nel periodo di riferimento in 1.499 casi ne è stato disposto l’utilizzo) è stata, almeno provvisoriamente, disposta la custodia cautelare in carcere, in attesa di disponibilità del dispositivo elettronico”.
Lo denuncia l’associazione Antigone nel suo tredicesimo rapporto dal titolo Torna il carcere.