Mancano solo una manciata di giorni alla sera del 24 giugno e già si inizia a sentire il ronzio dei commenti malevoli, esternati da chi ignora le antiche tradizioni rivierasche e si permette di sentenziare sull’illegalità del falò di San Giovanni e sul degrado che rappresenta. Cittadini che scandalizzati si interrogano sull’assenza di interventi repressivi.

bambizza0Queste, sono le stesse persone che con i loro suv invadono aree demaniali per essere più vicine alla battigia, sono le stesse persone che non si accorgono del degrado che li circonda, delle spiagge sporchissime che ripuliscono sempre i soliti volontari, sotto i loro superbi occhi. Sono i genitori di rampolli dell’alta società che i falò li fanno a ferragosto, lasciando bottiglie di birra ovunque e tornando a casa ubriachi ti mettono pure sotto con l’auto di papà. Nessuno di lor signori ha mai protestato per i resti di un lido sequestrato alla mafia, ancora presenti in bella mostra. Però è fin troppo facile invocare repressione contro dei ragazzini che con amore, passione e orgoglio, ogni anno compiono un miracolo, tramandando una delle più antiche tradizioni sopravvissute. Questi sono i nostri ragazzi, che dopo aver regalato attimi di magia a migliaia di persone, il giorno dopo sono lì a rimediare al torto fatto ad una delle spiagge più belle.

bambizza1Quest’anno ad aumentare le cause dell’acredine verso questa antica tradizione si sono aggiunte le azioni, tutt’altro che gradite, di alcuni furbetti che per non portare in discarica la loro immondizia lignea hanno scaricato il tutto accanto alla pira oggetto del dissenso, approfittando della situazione favorevole.

Ora, se non vi ho tediato troppo con il mio sfogo, vi racconto un pezzo di vita, un pezzetto di cuore.

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La Bamparizza di San Giovanni

Dalla notte dei tempi i falò sono stati protagonisti di riti magici, di passaggio, propiziatori, purificatori e sono sopravvissuti a tutto, persino alla religione cristiana. Infatti, proprio il 24 giugno le maestose fiamme prendono il nome di fuochi di San Giovanni.

Il significato del falò di San Giovanni, per noi a Bamparizza, assume contorni mistici e non esiste una spiegazione univoca sulle sue origini.

bambizza9Iniziai a raccogliere legna per il falò da bambino, senza sapere il perché, cosi i miei avi e così i ragazzini del giugno 2017. Ogni anno a maggio si cominciava a raccattare legna vecchia per tutto il paese, reti abbandonate e scheletri di barche in disarmo. Tutto prendeva i contorni di una gran festa, eravamo divisi per rione d’appartenenza ed ogni simbolica squadra accatastava legna in diversi punti della riviera. Noi ragazzini non avevamo motivazioni mistiche e propiziatorie ma solo un obiettivo, realizzare la bamparizza più grande, quella che durasse di più.

La gara era principalmente tra le due sponde dello Stretto, tanto per cambiare. Vinceva il falò che si spegneva per ultimo.

bambizza58Un giorno di festa, un giorno da proteggere e da continuare a tramandare. Chi incontra un bambino che partecipa alla realizzazione della bamparizza lo riconosce subito, è il ragazzino più gioioso.

Non ha importanza il significato, reale o presunto, del rito pagano ma ciò che suscita in chi lo realizza e in chi lo vive durante la magica notte di San Giovanni.

Ne La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, Ornella dice ad Aligi:

“E domani è Santo Giovanni,
fratel caro: è San Giovanni
Su la Plaia me ne vo’ gire
per vedere il capo mozzo
dentro il Sole all’apparire,
per vedere nel piatto d’oro
tutto il sangue ribollire”

Senza dubbio alcuno, l’aspetto più intrigante e misterioso, riguarda la caratteristica disposizione dei falò. Secondo le antiche usanze, i fuochi devono essere disposti uno di fronte all’altro, in modo che vi si possa far passare la gente, costituire, un passaggio, una porta, un tunnel di luce e fiamme. Si tratta di cancelli che segnano, non solo il transito tra le stagioni, ma soprattutto tra il regno dei vivi e dei morti. Sicuramente, la spiegazione è da ricercarsi nei cicli agrari e celesti, nonché dal loro legame con la sopravvivenza della specie e per estensione, della conservazione della vita. Purificazioni, benedizioni, guarigioni e allontanamento da ogni negatività sono stati per secoli le ragioni che hanno permesso a questa affascinante tradizione di rimanere in vita.

Da buon messinese, oriundo Faroto, vorrei vantare l’unicità del nostro falò di San Giovanni, a bamparizza.

Infatti, a differenza di tutti gli altri falò, i nostri sono i guardiani dello Stretto di Messina e le loro benedizioni sono rivolte a chi lo naviga e a chi lo abita.

bambizza5Dunque, siete tutti invitati sabato 24 giugno al calar delle tenebre sulla spiaggia più bella del mondo, quella del Pilone di Torre Faro, con lo sfondo dello Stretto di Messina.
Vi regaleremo la possibilità di ritornare bambini per una notte.

Giuseppe Sanò