In molti conosco il villaggio turistico Le rocce, “per sentito dire”, altri perché, superando gli ostacoli naturali, si sono introdotti in quello che, sino a poco tempo fa, era il regno dell’abbandono.
Un luogo tanto bello quanto distrutto.

portone-del-villaggio-le-roUn luogo di straordinario incanto: il mare che dà immensità allo sguardo, la natura aggrappata al promontorio, che degrada fino alla spiaggia, il silenzio, le cicale, il vento che entra dalla baia di Mazzarò.
In questa meraviglia naturale, il villaggio turistico Le rocce venne inaugurato il 29 maggio 1954, il Ministro Ponti e l’Assessore regionale Giuseppe D’Angelo diedero il via ad una rivoluzione che, almeno nelle intenzioni, doveva portare il ceto medio a godere del benessere che l’imminente “miracolo” economico del dopoguerra prometteva.

ingresso

ingresso

Le premesse c’erano tutte, l’opera era il frutto del perfetto connubio tra le precise indicazioni della committenza, l’Assessorato regionale al Turismo e Spettacolo e la creatività dell’architetto palermitano Giuseppe Spatrisano che con sobrietà e armonia, modellò quel promontorio, mantenendo perlopiù, la conformazione, che il precedente insediamento, appartenente alla Famiglia Bellenberger, aveva dato al “versante più dolce di Taormina”. Ma dopo pochi anni di utilizzo, la struttura venne progressivamente abbandonata, fino alla completa chiusura. Di lì lo scempio dei vandali e l’azione del tempo che ha disgregato le strutture.

conferenza-stampaFacendo un salto temporale, molto lungo, si arriva al 27 luglio 2017, che verrà festeggiato come il giorno della rinascita del villaggio Le rocce. Rinascita che stavolta è nata dalla volontà e dalla capacità degli Amministratori pubblici e dalla generosità creativa di Antonio Presti e della Fondazione Fiumara d’Arte. Presti, sinceramente emozionato, ha sottolineato, nella conferenza stampa, il valore della conoscenza da condividere e da trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, alle quali si consegnerà un luogo di bellezza e rigenerazione.

casetta, rudere

casetta, rudere

vista

A settembre saranno pubblicati i bandi pubblici per la “rigenerazione” delle 25 casette, che avverrà con materiale organico: paglia, legno etc. tutto materiale temporaneo che ogni tre anni verrà cambiato. Ciò per mantenere l’indirizzo legale del comodato d’uso siglato tra la Fondazione e la Città metropolitana di Messina, proprietaria del sito.

Se prima dovevamo constatare gli effetti nefasti di un incantesimo, adesso si comincia a rivedere l’incanto di un luogo nato per donare Bellezza.