Dal Gruppo Pari Opportunità di Cambiamo Messina dal Basso riceviamo:

“Apprendiamo da FB di un post dell’Architetto Nino Principato in cui critica la scelta di intitolare delle strade alle 21 donne dell’Assemblea Costituente; non è nostra usanza rispondere a tono ma per amore di verità, vista l’infondatezza di quanto esposto, crediamo sia nostro dovere farlo.

Il nostro obiettivo riguardo alla toponomastica è stato da subito colmare e riequilibrare l’assenza di intitolazioni alle donne che a Messina, come in altre città, non è dovuta alla mancanza di figure di riferimento, ma alla cancellazione della loro presenza, nella storia, nella cultura, nella scienza, nella politica da chi le preferiva relegate solamente al ruolo di Sante o Madonne.

Il gap di intitolazioni di strade e vie destinate a donne nel 2015 a Messina era di solo 80 toponomi di donne, come riportato nella delibera di giunta “Mille nomi per mille vie” dell’ex Assessore Tonino Perna.

La richiesta delle intitolazioni alle esponenti femminili dell’Assemblea Costituente, avanzata dal nostro gruppo insieme all’Associazione Toponomastica femminile, nasce nel febbraio 2015 in occasione del 60’esimo anniversario della nostra Repubblica (18 giugno 1946);

una richiesta nata quando per quattro delle 21 Costituenti, specificatamente Filomena Delli Castelli – Nadia Gallico Spano – Teresa Mattei – Maria Nicotra Fiorini non erano ancora trascorsi i dieci anni dal decesso ma che mostrava la possibilità, come abbiamo scritto nella nostra richiesta, di richiedere delle deroghe al Prefetto, secondo quanto previsto dall’ art. 4, ultimo comma, della legge n.1188 del 23.06.1927 e s.m.i., relativamente a persone riconosciute benemerite per l’intera Nazione).

La prima domanda del post è:
Mi domando, perché queste intitolazioni per personaggi che non c’entrano niente con Messina?
Ha perfettamente ragione, Architetto Principato, chiaramente dare lustro alle 21 donne presenti su 556 deputati nell’assemblea costituente che ha dato vita alla Costituzione e alla Repubblica Italiana non ha nulla a che fare con Messina.

La Costituzione, che tutte e tutti dovremmo rispettare, ha fra i principi cardine l’uguaglianza fra donne e uomini, vale ovunque ma Messina è chiaramente un mondo a sé.

La necessità di valorizzare le eccellenze messinesi, emersa dal suo post, ci trova certamente concordi, ma il tipo di ragionamento chiuso che Lei pone dovrebbe essere seguito dall’eliminazione delle intitolazioni a Garibaldi, alla regina Elena, a Re Vittorio Emanuele, a Cavour, ecc.

Loro che cosa c’entrano con Messina?
Qual è il margine fra un’intitolazione valida o meno?
O in questi casi non sono intitolazioni da criticare?
E Lei ha mai proposto i nomi di tutte le donne eccellenti messinesi che conosce?

Sia chiaro, le risposte non ci interessano, perché il nostro obiettivo resta continuare a lavorare nella direzione della parità e della valorizzazione delle donne che hanno fatto grande non solo il nostro Paese ma il mondo intero, e che, con questa proposta abbiamo solo tracciato.

Evidenziare l’inconsistenza di certe critiche è più che opportuno.

Ci teniamo a precisare che è solo un caso che l’ex assessora Patrizia Panarello prima (VEDI) e l’assessore Alagna ora, abbiano sposato il progetto a pieno, perché fosse dipeso solo da loro probabilmente quelle vie avrebbero trovato spazio in occasione dell’anniversario che nel nostro Paese è stato giustamente festeggiato.

Ora, poiché Lei non perde occasione di mostrare la sua eccellenza in fatto di cultura e quindi sa benissimo che l’amministrazione comunale, intesa come Giunta municipale, delibera l’atto amministrativo dopo l’approvazione della commissione toponomastica; e, sempre Lei, nella sua infinita conoscenza non può ignorare che la commissione toponomastica è costituita anche e soprattutto da dirigenti dell’amministrazione comunale oltre che da cultori della materia e dal Presidente del Consiglio comunale, invece i membri della giunta partecipano senza diritto di voto e su invito.

Le ricordiamo inoltre, qualora non avesse potuto leggere la delibera, che la VI Circoscrizione, che ringraziamo al pari della Commissione toponomastica, hanno approvato il progetto.

Quindi perché questo attacco privo di fondamento?

Gentile Architetto Principato con il diritto alla libertà di parola lei può dire e scrivere tutto quel che vuole, saranno altre/i a decidere e/o deliberare e/o intervenire se contestualmente viene commesso un reato o infranto un codice di comportamento, ma noi ci teniamo a chiederLe:
“perché non si è mai indignato con tutte le amministrazioni, ma proprio tutte, che hanno lasciato interi quartieri senza anima con vie indicate da numeri e/o lettere?”

Ecco, noi ci siamo indignate molto più per questo e continueremo nel tentativo di raccontare e rendere onore alle storie dimenticate delle donne, ci auguriamo lo faccia anche Lei.

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(NdR): Potrà apparire strano a molti pieni di ridicoli pregiudizi ma concordiamo con la sostanza della proposta.

a) le 21 donne dell’Assemblea costituente appartengono a Messina come a tutte le città d’Italia perché, nella loro assurda minoranza, hanno rappresentato l’istanza di tutte le donne italiane che riconquistavano con il voto e la Repubblica la dignità politica prima negata !

b) è evidente come Messina pulluli di vie intitolate ad uomini (spesso misconosciuti) e, negli anni, questo onore sia stato negato a tante donne messinesi spesso più meritevoli.
Due a caso, ma non le uniche, che abbiamo conosciuto: Magda Messina Lucia Natoli e (fra 8 anni) Antonella Cocchiara .

Abbiamo preso però le distanze da quei trogloditi che hanno insultato ed intimato il silenzio all’arch. Principato cui rinnoviamo la nostra stima.

La libertà di pensiero e di parola (non di insulto o minaccia) è garantita anche grazie al voto delle 21 donne Italiane che si intende onorare a Ganzirri.

Siamo contrari, per motivi pratici, alla sostituzione dei nomi delle vie ma a Messina esistono ancora intere zone con le strade senza nome: invitiamo l’arch. Principato a collaborare al recupero della memoria come ha sempre fatto, ed abbandonando polemiche sterili con chi sa solo insultare, aiuti tutti noi a rivalutare le tante figure femminili messinesi, che nei propri campi di attività o con il loro nobile comportamento, hanno tenuto alto il nome di Messina