Gentile Direttore,
La inadeguatezza della classe politica messinese può essere colta in una molteplicità di aspetti, dalla progressiva ed evidente marginalità di questa Città nello scenario nazionale e regionale, dalla chiusura o dal drastico ridimensionamento delle articolazioni periferiche dello Stato, ricordo il distretto militare, l’ospedale militare, il comando della marina, la banca d’Italia che sono stati chiusi, la Camera di Commercio e l’Arsenale della Marina che esistono solo a livello di testimonianza e per ultimo, ma è solo questione di tempo, l’incomprensibile trasferimento della ”Autorità Portuale” che comprende i porti di Messina, Milazzo e Gioia Tauro nella cittadina calabrese. Si prospetta nell’immediato futuro la soppressione della Corte d’Appello ed il suo accorpamento con Catania.

La conseguenza diretta è l’impoverimento della città, la ulteriore marginalizzazione del territorio, una massiccia emigrazione soprattutto della nostra “meglio gioventù”; la nostra è ormai una città di vecchi: nel 2014 (fonte ISTAT) a Messina per ogni 100 giovani vi erano 161 anziani, ed oggi verosimilmente saranno ulteriormente aumentati.

La incapacità di cogliere le occasioni da parte della nostra classe politica, e anzi di lasciarsi sfuggire quello che abbiamo, credo sia una delle maggiori cause del quadro sconfortante che ho tracciato.

Il Dalai Lama è considerato da oltre 500 milioni di fedeli indiscussa guida spirituale e manifestazione terrena del bodhisattva cosmico. Una personalità straordinaria, premio Nobel per la pace.

La visita in Italia con una tappa a Taormina ed una a Messina è indubbiamente un successo personale di Renato Accorinti, ma è soprattutto una formidabile occasione per dare, in una platea internazionale, una immagine positiva alla nostra martoriata Città e del nostro territorio.

Ma “lo stolto quando gli mostri la luna guarda il dito” in troppi hanno visto in questo evento straordinario solo l’occasione, invero triste, per una polemica con Accorinti.

Gaetano Catanzaro

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(NdR): Avremmo voluto non tornare sull’argomento, ma la lettera ci costringe ad alcuni chiarimenti storici, al di la della polemica su Accorinti (dimostratosi inadeguato anche questa mattina).

Con il termine buddhismo si indica quell’insieme di tradizioni, sistemi di pensiero, pratiche e tecniche spirituali, individuali e devozionali, nate da differenti interpretazioni di queste dottrine, che si sono evolute in modo anche molto eterogeneo e diversificato.

religioniIl Buddhismo non è una unità unica ma si distribuisce nel mondo con una serie notevoli di “correnti” ed il Buddhismo tibetano è una di queste rafforzato, per fini politici da interventi occidentali (USA) a sostegno anti cinese.

Ne deriva che i 500 milioni cui si parla nella lettera non possono essere assegnati in blocco al leader dello stato teocratico del Tibet (per altro non riconosciuto dalla maggioranza dei paesi).

Che il Dalai Lama sia “Una personalità straordinaria, premio Nobel per la pace” è una verità incontrovertibile anche se la sua stretta amicizia con Bush e vari produttori di armi solleva perplessità circa la coerenza fra Discorsi e Fatti.

La stessa attribuzione del “Nobel per la pace” è fuori dubbio che spesso si tratta di “scelte politiche” dovute al momento storico.
L’esempio di Barack Obama, Nobel per la pace appena eletto e senza alcuna fatto concreto, la dice lunga… Il povero Obama fu costretto poi a condurre diverse guerre …

Concordiamo con Catanzaro quando afferma che ci dovrebbe occupare di più (Sindaco compreso) di ciò che accade a Messina, della sua crisi e del suo sviluppo, a partire dal presunto “fallimento della Città Metropolitana” e della sua fregola ad apporvi la firma…