Questa mattina con il titolo “(Mala)Sanità ed “anestesisti”  abbiamo pubblicato la lettera, che sembrava di pacato chiarimento, dell’AAROI-EMAC (anestesisti) sul caso sollevato da una paziente del Papardo e rilanciato da noi e da altre testate.

In una nota in calce alla lettera (pubblicata integralmente) abbiamo anche precisato che “subito dopo la segnalazione, la signora è stata contattata direttamente dal chirurgo per concordare con urgenza un nuovo appuntamento mentre la Direzione nel pogere le scuse per quanto accaduto ha annunciato un’inchiesta intena

In effetti questa mattina, pur essendo sabato, verso le 10 la signora è stata operata e si è presentato persino il Primario.

Eravamo tranquilli: noi avevamo espletato il nostro dovere di cronaca e denuncia ed i sanitari del Papardo il loro

Ma, dopo aver letto la precisazione degli anestesisti, il marito della signora (che fra l’altro è un sindacalista) ci scrive la seguente che riportiamo perplessi a beneficio dell’”inchiesta interna che a questo punto non potrà non mancare perché se le cose dovessero stare come di seguito descritto ci poniamo il dubbio dell’opportunità di certi comportamenti e commenti.

Ogni chiarimento è utile e legittimo ma è opportuno farlo in “sala operatoria” dove il paziente deve essere non solo operato ma tenuto nella “massima tranquillità” ?

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Egregio Direttore,
nella qualità di marito della Sig.ra De Franco, per correttezza d’informazione reputo doveroso replicare alla risposta degli Anestesisti che ringrazio per la loro piena disponibilità e collaborazione, nonché per i loro quotidiani gesti di umanità che, se non ho capito male il loro comunicato, sono fin troppo frequenti.

Però verso mia moglie c’è qualcosa che non torna, perché se tanta umanità è patrimonio diffuso, NON si capisce perché mia moglie, tale Sig.ra DE FRANCO MARCELLA, è stata accolta in Sala Operatoria e subito sottoposta a tutta una serie di domande come: ” ecco la signora De Franco dalla penna facile“, “ chi le ha detto che è stata colpa nostra e che il chirurgo, nella giornata, ha visto 4 anestesisti” riferendosi al rinvio dell’operazione….? , ” la colpa è stata del Chirurgo“.

Pensa sia normale sottoporre una paziente a questo stress psicologico in un momento così delicato e su un tavolo operatorio?

La rabbia familiare piuttosto che affievolirsi viene alimentata come una sorta di tempesta che soffia sul fuoco.

Avremmo gradito invece ricevere scuse ufficiali piuttosto che interrogatori in “Sala Operatoria”.
Cordiali Saluti.

Cap.l.c. Marcello Puglisi