Riceviamo e pubblichiamo la lettera della signora Marcella DE FRANCO inviata Azienda Ospedaliera Papardo ed all’Assessore Regionale della Salute, che rendiamo pubblica su richiesta dell’interessata.

Il giornale non è in grado di accertare i fatti descritti ne di verificare le informazioni contenute nella lettera-denuncia.

Confidiamo in una sollecita risposta degli Organi in indirizzo e, se è il caso, dell’inteessamento dell’Autorità Giudiziaria.

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La sottoscritta Marcella DE FRANCO, programmata per essere operata, si è presentata al reparto di Chirurgia Generale alle ore 08.00 odierne, come da istruzioni ricevute e verso le ore 11.00 è stata regolarmente ricoverata.

Messa in attesa, (a digiuno e senza bere dalla mezzanotte precedente), verso le ore 18.30 riceve la notizia che il ritardo maturato dai n. 2 interventi chirurgici precedenti ha pregiudicato la possibilità di essere operata, poiché l’Anestesista NON può oltrepassare l’orario di lavoro (le ore 20.00..?) e quindi si procede a dimetterla e riprogrammarla a data da destinarsi….!

A questo punto, sorge spontanea una domanda:

com’è possibile che il Chirurgo, Dott. Vittorio LOMBARDO, è stato presente in ospedale dalle ore 08.00 fino alle ore 20.00 (12 ore piene) ed ha visto avvicendarsi ben n. 4 anestesisti (quello della notte precedente, quello di mattina, del pomeriggio e della notte che verrà) mentre l’Anestesista in servizio di pomeriggio NON deve sforare assolutamente l’orario canonico di servizio, nemmeno di quella mezz’oretta utile per effettuare un intervento di emorroidi programmato da giorno 4 settembre u.s.?

Reputando inopportuno, almeno per il momento (data l’incontenibile rabbia), cimentarsi a descrivere i disagi nonché i danni patiti dalla sottoscritta e dall’intero nucleo familiare per la pessima organizzazione, si riserva di far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi.

Distinti saluti.

Marcella DE FRANCO