Egregio Direttore

In risposta alla missiva della sig.ra vittima della presunta malasanità (cosi è intitolato impropriamente il vostro titolo di aperturaVedi) l’AAROI-EMAC, nelle persone dei delegati provinciale, ha l’obbligo morale e professionale di precisare e chiarire alcuni aspetti cosi maldestramente trattati nella lettera accorata della paziente e pubblicata dalla vostra testata giornalistica.

In generale tutti gli anestesisti rianimatori si occupano a pieno titolo della salvaguardia personale dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico o ad altre procedure che ne richiedono l’intervento; se ne occupano a 360 gradi e come buoni angeli custodi li seguono per tutto l’iter terapeutico chirurgico ed oltre.

Tutti gli anestesisti di un grande ospedale sono inseriti in una organizzazione di sale operatorie che operano tutti i giorni in elezione ed in urgenza. Sarebbe bello ed auspicabile che ci fossero tanti anestesisti, cosi come tanti infermieri, per tutte le sale operatorie dell’ospedale in questione ma ahimè al momento ciò non è possibile per cui l’azienda ospedaliera attua già da tempo un cronoprogramma operatorio con il materiale umano a disposizione, per cercare di soddisfare al meglio l’utenza e di ridurre al minimo i tempi di attesa per gli interventi già programmati.

Azienda ospedaliera che si è uniformata, come tutte, alla legge 161 sul orario di lavoro per gli operatori sanitari in Europa, Italia isole comprese!!

Fatta questa doverosa premessa entro subito nel merito della questione cominciando col dire che tutti gli operatori sanitari e parasanitari della nostra azienda (ma sono sicuro che questo pensiero si possa estendere a tutto il mondo) siano consapevoli di fare un lavoro per cui se si deve rimanere un’ ora o più non si tirano indietro e non si nascondano certo dietro la legge che pure glielo consentirebbe (N.B.: se sei fuori dagli orari della legge le assicurazioni non ti coprono e dopo le ore 20:00 entrando in un regime di urgenza e reperibilità operare in elezione sarebbe anche passibile di truffa !!)

In particolare gli anestesisti coprono tutte le attività anestesiologiche e rianimatorie nell’arco di 24 h per 365 giorni urgenze ed elezione. Ricoprono quindi un servizio ed inseriti nella equipe chirurgica, se sono impegnati in sala operatoria, seguono l’operato prima, durante e dopo l’intervento chirurgico. Sono i primi ad occupare la sala e gli ultimi ad uscire!! Si occupano del paziente e ne seguono il suo iter fino alla fine sia che si tratta di 5 min sia che si tratti di ore, sia che si entri per un intervento di poco conto sia che lo stesso si complichi oltre il dovuto; quando finisce il chirurgo poi tocca a noi finire, sempre dopo: non siamo in ufficio infatti e ne siamo consapevoli! E proprio questa consapevolezza che ci fa fare cose che altrove non sarebbero ammesse come aiutare gli infermieri di sala , aiutare gli OSA , spostare le barelle, etc. etc. tutto nel comune interesse del bene del malato. “Pro vita contra dolorem semper” :questo infatti è il nostro motto !!

Non decidiamo certo noi la lista o la scaletta operatoria e non certo interpellano noi se si deve rimandare un paziente perché l’intervento precedente si è complicato o per altri ragioni (tranne che per problemi prettamente anestesiologici); troppo facile nascondersi dietro “l’orario del anestesista” quando si sa perfettamente che non è così; ci sono regole e vanno rispettate ma è chiaro che quando ci sono situazioni urgenti (e l’urgenza aleggia sempre sopra le nostre teste) troviamo nel dialogo la soluzione , ma l’unilateralità della decisone non spetta a noi e nella fattispecie è andata proprio così.

Per la cronaca l’intervento precedente a quello della signora è finito alle ore 20:00 dovuto ad una complicanza tecnico-chirurgica. Ma di che cosa stiamo parlando ?? Sentirsi tirare in ballo senza motivo assolutamente ci ha molto indignato ed offeso , si offeso, perchè si è vilipesa una categoria di operatori sanitari la cui professionalità da sempre ci contraddistingue e contribuisce a contraddistinguere l’azienda di cui ci onoriamo di fare parte e che giornalmente ci sforziamo di migliorare.

Onde per cui siamo dispiaciuti della disavventura e del disagio capitato alla signora a cui auguriamo ogni bene; sicuramente il chirurgo la opererà al più presto per lenire il suo disturbo, ma certo non siamo noi anestesisti la causa del disservizio da Lei manifestato nè il nostro contestato “orario di servizio”.

Spero che tale comunicato chiarisca bene le idee sul nostro ruolo e sul nostro operato in azienda e contribuisca a smorzare i toni e disinnescare le polemiche ma soprattutto e per favore “non sparate sul pianista”….. anzi sull’anestesista !!

I Delegati Provinciali
Dott. Giuseppe Picone
Dott. Marcello Aricò

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(NdR): Alla lettera di cui sopra, per completezza, dobbiamo aggiungere che, subito dopo la segnalazione, la signora è stata contattata direttamente dal chirurgo per concordare con urgenza un nuovo appuntamento mentre la Direzione nel pogere le scuse per quanto accaduto ha annunciato un’inchiesta intena.