Abbiamo conosciuto Renato Accorinti per anni con la maglietta “NO Ponte”: abbiamo creduto fosse il suo modo di difendere ed amare Messina.

Dopo la sua “strana ed imprevedibile” elezione a Sindaco di Messina ha incominciato ad imitare Salvini con una maglietta per ogni occasione: NO Tir (ad esempio), sino a mettere il logo del “Movimento per la Pace” sulla fascia tricolore di Sindaco in occasione delle riprese televisive del Giro d’Italia …

Abbiamo ritenuto opportuno il suo lasciare a casa la maglietta “NO Ponte” perché “divisiva” e quindi non adatta ad essere il Sindaco di tutta la città.
Lo abbiamo seguito ed apprezzato con la maglietta “NO Tir” perché inclusiva e simbolo di liberazione di Messina da una schiavitù decennale troppo spesso causa di morte.

Ma è durato poco, troppo poco!
La sua maglietta, o felpa d’inverno, d’ordinanza è diventata “free Tibet”: una sua personale convinzione, ormai superata dalla storia e dalla politica, e sicuramente non rispondente al sentimento generale della città: ma è inutile spiegaglielo perchè improvvisamente “protagonista” abbagliato dalle “passerelle televisive”.

La sua Giunta simil-ecologista guida una delle città più sporche d’Italia e la “cura del verde” è sostanzialmente lasciata all’iniziativa dei cittadini

Oggi siamo stati testimoni del lavoro e dell’impegno dei componenti una Associazione, Meter & Miles, che dovrebbe godere del massimo sostegno dei Servizi Sociali, che invece di lamentarsi ha adottato una aiuola di Piazza Lo Sardo (ex Piazza del Popolo).

Ma che rapporto c’è fra il comportamento di Accorinti e l’evento di oggi?

C’è, ed è stridente per chi vuol vedere:
Da un lato un Sindaco narcisista che si rifiuta di rappresentare, con il suo fare, l’intera città, che porta in giro per l’Italia una sua tesi personale e dall’altro giovani portatori di handicap che dimostrano con i fatti, con l’impegno quotidiano, di saper superare il proprio limite ed il proprio dolore ed offrire il loro sincero amore per Messina.

Noi stiamo con questa Messina.