Caro Direttore,
mi ero ripromesso di non importunarti con questioni locali almeno sino al 5 dicembre: tutti siamo presi da un Referendum, importante ma non vitale, e le altre cose passano facilmente in secondo piano.

I fatti di questi giorni però mi impediscono dall’astenermi di approfittare della sua disponibilità.

Il 29 novembre nel porto di Messina tre uomini, tre lavoratori, sono morti e non posso non gridare il mio sentimento di rabbia: non si può morire così, non si può’ morire per portare a casa il pane!

Non ti nascondo che sono rimasto male quando l’indomani il Sindaco Accorinti ha espresso le condoglianze sue, della Giunta e della città con un comunicato a dir poco stringato.

Io avrei voluto che il Sindaco, anche se impotente, appresa la notizia si fosse precipitato sul posto e sarei stato felice se, in questa ipotesi, avessi notato una lacrima scivolare silenziosa sul suo viso: ci avrebbe rappresentato tutti !
mortiMa così non è stato.

Poi su Normanno del 1 dicembre leggo “…rispondendo anche a chi ha visto un’amministrazione comunale un pò troppo defilata: “E’ stata una nostra scelta. abbiamo fatto un comunicato ufficiale in cui abbiamo espresso il cordoglio verso le famiglie cercando di apparire il meno possibile per rispettare il loro dolore.

No, non sono d’accordo e credo che il rispetto, quello vero, sia ben altro.. poi quella dichiarazione condita dalla sottolineatura della presenza in Giunta di Pino “che ci azzecca avrebbe detto Di Pietro …

Non condivido quasi nulla della politica del Presidente Crocetta ma ho apprezzato quelle tre rose che lui ha voluto gettare in mare mentre il nostro Sindaco cercava “di apparire il meno possibile”.

No, caro Direttore, questa improvvisa riservatezza di Accorinti non la digerisco e non la apprezzo ed anzi approfitto del nostro giornale per lanciare alcune proposte:

Accorinti decida la costituzione come parte civile del Comune di Messina (se sarà possibile e se sarà bene argomentata lo deciderà il Magistrato) ed il giorno della prima udienza si presenti a Palazzo Piacentini senza la solita maglietta e con la Fascia Tricolore per rappresentare tutti i messinesi;

Anche se la lotta al lavoro nero e per la sicurezza sul lavoro non è compito primario del Comune, l’Amministrazione ha il dovere di collaborare e fare la propria parte.

Da qui la proposta di aprire un capitolo di bilancio già nel Previsionale 2016 (entrate ed uscite) per le azioni di educazione, vigilanza e contrasto.
Le entrate possono essere fornite da “libere donazioni” (la prima potrebbe essere proprio quella del Sindaco) e da una percentuale da prelevare dalle sanzioni non attinenti il Codice della Strada;

Il Sindaco (ed il Comune) sospenda o non attivi qualsiasi rapporto con persone , enti o società che saranno rinviate a giudizio per i fatti luttuosi della Nave Sansovino.

Accorinti ambiva ad essere un Sindaco diverso, un Sindaco rivoluzionario ed in questo, è noto a tutti, ha fallito.

Ora mentre guarda a futuri posizionamenti (visto che da “anarchico” si è improvvisamente innamorato della politica) ha un’occasione di fare una cosa utile e rivoluzionaria: si esponga, prenda iniziative, aiuti la città a non piangere altri morti: dalla strada ai luoghi di lavoro!

Ancora una volte grazie per l’ospitalità, caro Direttore, con la segreta speranza (conoscendo la tua sensibilità) di una condivisione dello spirito di questa lettera.