“Nella lotta all’illegalità non bisogna mai abbassare la guardia”.
illegalitàA parlare è il presidente provinciale di Confcommercio Messina, Carmelo Picciotto, che ha presieduto, ieri mattina, il convegno “Racket, usura e anticontraffazione“, svoltosi presso la Sala Borse della Camera di Commercio.

“Messina vuol essere soggetto attivo, in prima fila, per tutti quei commercianti ed imprenditori che quotidianamente sono soggetti a minacce – ha detto Picciotto – e che troppo spesso sono coinvolti nel fenomeno “pizzo”. Confcommercio ci sarà. Bisogna fare squadra”.

Un’idea nuova e propositiva , che trova l’appoggio e la sinergia delle tante componenti presenti, a partire da Ivo Blandina, presidente della Camera di Commercio di Messina, soddisfatto nel sottolineare il buon lavoro già fatto. Il delegato dell’arcivescovo, don Sergio Siracusano ha tenuto ad evidenziare che: ” i ragazzi sono il presente oltre che il futuro ed hanno quindi un ruolo fondamentale in queste vicende. La criminalità soffoca i commercianti e falsa l’economia”.
La Sala Borse ha visto anche la presenza di Clelia Fiore, componente del direttivo Fai e del prof. Ferdinando Ofria, esperto della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione.
I lavori del convegno sono stati moderati dalla giornalista Gisella Cicciò.

Giornata di mobilitazione nazionale “Legalità, mi piace!“, promossa per il quinto anno da Confcommercio Imprese: per l’occasione è stata presentata una indagine (Confcommercio – GfK Italia) sui fenomeni criminali a livello locale, che ha coinvolto 4.500 imprese della regione. Per tre imprenditori su 10 è peggiorato il livello di sicurezza, in linea con il resto d’Italia, particolarmente sentito il fenomeno dell’abusivismo. Abusivismo (52%), furti (47%) e rapine (37%) sono i fenomeni maggiormente percepiti in aumento (più della media nazionale), segue la contraffazione (32% con incidenza inferiore alla media nazionale che si attesta al 40%).

Inferiore alla media del paese l’esperienza diretta e indiretta di criminalità (15% a fronte del 23%). In linea le misure di prevenzione e tutela adottate: sottoscrizione di assicurazioni (47% a fronte del 32% nazionale) e le denunce (35% il dato regionale, 28% quello nazionale). Quello che chiedono gli imprenditori sono la certezza della pena e la maggiore protezione sul territorio da parte delle forze dell’ordine. Altro dato su cui riflettere è che la maggior parte degli intervistati ritiene poco o per niente efficaci le leggi che contrastano i fenomeni criminali e chiede l’inasprimento delle pene per i reati predatori (84% contro il 67% italiano).