Questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede della DIA di Messina sono stati illustrati i dettagli dell’operazione “TEKNO-INCENTIVI PROGETTUALI” che sin dalle prime ore della mattinata, a seguito di una complessa attività ha dato esecuzione ai provvedimenti per l’applicazione di misure cautelari, che prevedono la sospensione dalla professione, nei confronti di dodici tra dirigenti e dipendenti del Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS).
I reati ipotizzati sono a vario titolo, falso, abuso d’ufficio e truffa.

L’odierna operazione che vede in totale coinvolti 57 indagati tutti dipendenti del Cas, è l’epilogo dell’originaria indagine “TEKNO” che nel novembre del 2014 vide l’esecuzione di ordinanze cautelari personali e reali, 8 persone finirono agli arresti domiciliari e altri 2 soggetti furono colpiti dalla misura interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Agli arrestati furono contestati i reati di turbata libertà degli incanti, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione, in relazione allo svolgimento e all’aggiudicazione di un appalto pubblico bandito dal Cas nel 2013, per l’assegnazione dei lavori inerenti il servizio di sorveglianza attrezzata per le tratte autostradali A/18 e A/20.

I provvedimenti dell’operazione “TEKNO-INCENTIVI PROGETTUALI” sono stati emessi, su richiesta del Proc. Agg. Sebastiano Ardita e del Sost. Proc. Stefania La Rosa della Procura della Repubblica di Messina, a seguito di una laboriosa indagine svolta, oltre che con i tradizionali metodi investigativi, anche con l’utilizzo di moderni mezzi di captazione, che ha consentito di accertare l’indebito percepimento di incentivi progettuali gestiti dal Cas per attività di specifica competenza e mai portate a termine, esistenti solo sulla carta, ed in forza delle quali venivano distribuite “a tavolino” somme di denaro non spettanti ad un gruppo ristretto di dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane.

L’attività investigativa, accertato che il Consorzio aveva nella sua disponibilità ingenti somme di denaro da destinare all’elaborazione ed esecuzione di lavori e progetti sulla rete autostradale di competenza, a cui vanno ad aggiungersi sostanziosi “incentivi” da assegnare a diverse figure professionali previste per la realizzazione delle opere stesse, nonché a propri dipendenti per le proprie competenze tecniche e il ruolo che svolgono quali “struttura di supporto”, ha permesso di far luce e dimostrare come gli incentivi progettuali erano appannaggio di un circoscritto gruppo di dipendenti, diversificato per mansioni e professionalità, prescindendo dall’effettivo contributo dato nell’ambito di ogni gruppo di lavoro, mentre, di volta in volta, venivano inseriti, in un numero minore di incentivi e comunque a rotazione, altri dipendenti, ai quali veniva fatto riconoscere una quota parte di incentivo progettuale al di là delle prestazioni effettivamente rese o necessarie.

Le condotte illecite sono frutto di un sistema collaudato di alcuni Dirigenti in servizio al Cas, che ricoprendo in alcuni casi il ruolo di RUP (Responsabile Unico del Procedimento) hanno di fatto strutturato un collaudato sistema di elargizione degli incentivi progettuali ad una ristretta cerchia di dipendenti al fine di garantirsi, nel tempo, lauti guadagni ed altre utilità personali, il tutto attraverso decreti dirigenziali totalmente falsi, arrecando così un considerevole danno economico al Consorzio per le Autostrade Siciliane.

Le ordinanze ristrettive a cui sono state disposte le misure cautelari interdittive della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio delle durata di 6 mesi sono a carico di:

LANTERI ANTONIO; MAGNISI STEFANO; PUCCIA ANGELO; SCEUSA GASPARE; SCHEPISI ALFONSO; SIDOTI ANNA.

Con lo stesso provvedimento, il Gip ha disposto, per una somma complessiva pari ad 1 milione di euro, il sequestro preventivo per equivalente del saldo dei rapporti bancari intestati o, in caso di incapienza, dei beni immobili e mobili registrato a carico dei precitati indagati, e di:

CIGNO CARMELO; FRISONE LETTERIO; INDAIMO CARMELO; SPITALERI ANTONINO FRANCESCO; LIDDINO ANTONINO; MAGRO CORRADO, cioè degli indagati che hanno avuto nella vicenda un ruolo “decisionale” nei progetti esaminati , nonché, quelli che hanno percepito copiose somme di denaro.

Unitamente agli altri 45 indagati sono tutti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di peculato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in quanto, nello specifico, nelle varie qualità di funzionari dipendenti del Cas nonché incaricati di pubblico servizio si sono appropriati di ingenti somme di denaro pubblico, distraendole dalle finalità pubbliche a cui erano destinate attraverso la sottoscrizione di decreti di liquidazione di incentivi progettuali affetti da falsità ideologica con i quali a fronte della mancata esistenza di un progetto o di altra documentazione che giustificasse l’emanazione del decreto stesso o a fronte del mancato svolgimento, da parte dei partecipanti, di una effettiva attività lavorativa, sottraevano indebitamente nel biennio 2012/2013 complessivamente circa 1,3 milioni di euro.

Fra le persone raggiunte dalla misura interdittiva c’è anche il RUP per la messa in sicurezza del viadotto Ritiro, Anna Sidoti che è anche sindaco di Montagnareale, i lavori della grande opera proseguiranno con la sostituzione da parte del Cas del Rup.

Così avverrà anche per tutti quelli interessati ai lavori di ammodernamento dell’autostrada in vista del G7 che si terrà alla fine di maggio a Taormina.