maria rosaria campagna
L’operazione svolta dalla Procura di Catania, denominata Penelope, ha messo in luce l’abilità del clan Cappello-Bonaccorsi ad infiltrarsi nelle attività imprenditoriali attraverso il recupero del credito. Il clan, infatti, in alcuni casi chiedeva in cambio somme di denaro sino al 50% dell’importo recuperato, ma in altri stringeva “rapporti con l’imprenditore o il commerciante che si erano avvalsi dell’apporto del clan, ai quali potevano essere chiesti favori anche in termini di assunzioni, con la conseguente possibilità di infiltrazione mafiosa in attività commerciali lecite”.
Dalle indagini è emersa una caratteristica del clan, ovvero la rigidità dei ruoli di vertice dovuta alla scarsa propensione ad avvicendamento interno. Spiega il Procuratore: “con riferimento alla figura di Salvatore Cappello, il G.I.P. ha condiviso la prospettazione accusatoria ed ha ritenuto pertanto provato che il predetto, nonostante il suo stato detentivo in regime di 41 bis O.P., ha continuato a ricoprire il ruolo di capo indiscusso dell’omonima organizzazione mafiosa, dando direttive ai sodali anche tramite la compagna (Maria Rosaria Campagna). Non è stato tuttavia adottato alcun provvedimento cautelare a suo carico in quanto egli è detenuto in espiazione di condanne definitive all’ergastolo”.
I dettagli di “Penelope”
L’operazione oggi ha portato all’applicazione di trenta misure cautelari, con l’accusa, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone e intestazione fittizia di beni, aggravati dall’art.7 D.L.152/91. La richiesta della misura cautelare era stata depositata nel luglio del 2015; le indagini si sono svolte tra il 2012 e il 2014. Nello stesso provvedimento, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di numerosi fabbricati, autoveicoli, motoveicoli, rapporti con istituti di credito e finanziari, nonché di ulteriori attività commerciali. Il valore patrimoniale dei beni sequestrati ammonta ad oltre 10 milioni di euro. Ad oggi, una persona colpita dal provvedimento restrittivo è irreperibile e attivamente ricercata.
Nella foto: Maria Rosaria Campagna