policlinico catania
Riceviamo e pubblichiamo
Maurizio Galletta, classe 1966, è stato condannato alla pena dell’ergastolo e ritenuto elemento di primissimo piano del clan mafioso dominante nella città etnea Santapaola-Ercolano.
A seguito di Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, nel luglio del 2008 Maurizio Galletta è scarcerato, mentre si trovava presso la casa di reclusione di Parma, e sottoposto alla detenzione domiciliare presso la propria dimora in Catania, frazione Vaccarizzo – villaggio Delfino, con la motivazione che le sue condizioni fisiche non sono conciliabili con il regime carcerario. Grazie alla patologia simulata, Galletta ha ricevuto un trattamento previdenziale da parte dell’INPS, consistente in una pensione civile e una indennità di accompagnamento.
La D.I.A. di Catania hanno messo in evidenza che il Galletta, al fine di usufruire di un regime detentivo meno rigido, abbia accentuato le sue patologie grazie ad alcuni medici compiacenti, i quali ripetutamente avrebbero certificato le sue condizioni di salute, ritenute gravi, tanto da essere incompatibili con il regime carcerario (peraltro ricalcando analogo espediente utilizzato dal boss Maurizio Zuccaro, cugino del Galletta, che, durante la detenzione, si praticava dei salassi così da aggravare le sue condizioni di salute e quindi usufruire dei previsti benefici carcerari).
Le indagini preliminari proseguono per accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti, con incarichi dirigenziali nella sanità pubblica, che nel tempo hanno sottoposto a visite e/o perizie il Galletta e in tale contesto sono state eseguite perquisizioni presso gli studi e uffici ove tali sanitari svolgono la professione.
L’operazione è stata denominata Lazarus.