sfruttamento immigrati a ragusa

A Ragusa, la Questura ieri ha posto agli arresti domiciliari due imprenditori agricoli con l’accusa di “sfruttamento del lavoro previsto dalla nuova normativa sul caporalato, aggravato dal numero di lavoratori reclutati e dall’aver esposto i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo per le condizioni di lavoro”.
I due imprenditori dovranno ora dare chiarimenti sulle seguenti contestazioni:
nella loro azienda disponevano di ventisei immigrati, ovvero 19 richiedenti asilo, 5 rumeni e 2 tunisini;
li retribuivano con 25 euro in cambio di otto ore di lavoro nei campi, nonostante avessero fatto sottoscrivere loro un contratto che prevedeva 63 euro giornalieri;
la loro azienda è in palese violazione della normativa sulla sicurezza;
gli alloggi messi a disposizione dei lavoratori sono stati trovati in condizioni fatiscenti.
Se, come del resto ha fatto la Polizia, vi state domandando perché i ventisei migranti non sono letteralmente scappati da quelle condizioni lavorative, sappiate che la loro risposta è stata: “Paura di essere licenziati”.