OR.S.A.: E’ TORNATA DI MODA LA DIGNITA’

Ha vinto il NO, nel referendum del 13 luglio i lavoratori ATM hanno bocciato l’ennesimo diktat aziendale, questa volta per il rinnovo dell’accordo integrativo di secondo livello.
Al tavolo delle trattative l’Azienda si era presentata ai sindacati con l’ennesima minaccia: o si firmava la bozza di accordo imposta dalla direzione, oppure avrebbe disdetto unilateralmente anche l’attuale premio di produzione riconosciuto da decenni. Nonostante la nota propaganda di azienda perfetta e risanata, fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale, ATM non ha messo sul tavolo un euro in più rispetto al datato premio di produzione che fino a oggi percepisce solo una parte dei dipendenti mentre circa 100 lavoratori restano esclusi e discriminati. Con la stessa somma di sempre si pretendeva di estendere il premio a tutti e legarlo a indici di produttività improponibili, in buona sostanza si trattava di togliere soldi a qualcuno per concedere un contentino ad altri, un sistema infame, a costo zero, che avrebbe messo i lavoratori uno contro l’altro. I sindacati trattanti hanno responsabilmente demandato ogni decisione alla volontà dei lavoratori indicendo il referendum tenutosi ieri, questa volta non sono stati sufficienti i Bravi di Manzoniana memoria, piazzati nei luoghi di lavoro per “consigliare” ai colleghi di non mettersi contro la direzione, gli stessi soggetti che qualche anno fa hanno estorto la firma ai lavoratori per pubblicare un clamoroso comunicato stampa a sostegno dell’amministrazione aziendale.
I dipendenti ATM, nel segreto dell’urna, si sono compattati e hanno sovvertito un pronostico che alla vigilia sembrava scontato. Nelle assemblee pre-referendum l’OR.S.A. è stata l’unica sigla a posizionarsi ufficialmente per il NO, mentre i sindacati che frequentano le trattative si sono tenuti tatticamente su posizione “neutrale”.
Alla fine ha vinto il NO, i lavoratori hanno rimandato al mittente l’arroganza aziendale, il dato rilevante è che circa il 50% dei lavoratori attualmente esclusi dal premio hanno votato NO, rifiutando di fatto l’elemosina che avrebbero ottenuto facendo la cresta nelle tasche dei colleghi. Questi lavoratori hanno dimostrato dignità e coscienza dei diritti ma sono ancora con contratto part-time, discriminati da anni, un fronte sindacale degno di tale nome, prima di mettere in trattativa il premio di produzione deve rivendicare e ottenere il full-time per tutti e dopo costringere l’azienda a impiegare parte dei proventi del decantato risanamento per riconoscere l’attuale premio alla totalità dei dipendenti senza penalizzare chi già lo percepisce. I DIRITTI ACQUISITI NON SI TOCCANO, SI ESTENDONO A TUTTI, è l’abc del fare sindacato. Alla luce dei fatti è fisiologico chiedersi il motivo per cui i premi riservati alla dirigenza non sono stati legati all’indice di produttività e nessuno ha proferito parola, si tratta di cifre importanti: 15000 euro annui al direttore generale e premi da 8000 a 6000 euro al resto dello staff dirigenziale, somme ben diverse dai circa 70 euro mensili che avrebbe ottenuto una parte di lavoratori penalizzandone altri. I sindacati “collaborativi” usano asserire che nelle aziende si è tutti nella stessa barca ma l’ATM dev’essere una barca particolare, con i salvagente riservati solo alla dirigenza che per scelta del Sindaco Accorinti incassa il premio a prescindere dalla produttività mentre i lavoratori, che sono i veri protagonisti della produzione, devono spartirsi le briciole e se non raggiungono gli obiettivi imposti dall’azienda non guadagnano neanche quelle… privatizzazione dei privilegi e socializzazione dei sacrifici? Il NO dei lavoratori ATM è una forte risposta anche a quei sindacalisti che pensano di rappresentarli solo perché invitati alle trattative, ieri sono stati messi in minoranza e devono prenderne atto, la maggioranza dei dipendenti ha bocciato le velate indicazioni di voto di alcune “blasonate” sigle confederali a favore del SI all’accordo, i lavoratori hanno fatto proprie le rivendicazioni dell’ORSA e di altre sigle autonome presenti alle tratative, questo risultato dovrebbe far riflettere tutti. I dipendenti ATM hanno detto NO, per l’ORSA il loro giudizio è vincolante, se l’azienda persiste nell’arroganza e nelle discriminazioni si apre una nuova stagione di lotta. Finita l’era della propaganda tattica e delle promozioni ad personam, IN ATM E’ TORNATA DI MODA LA DIGNITA’ OPERAIA.
GRAZIE RAGAZZI, UNITI SI VINCE!!!

 

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La Uiltrasporti: grande prova di democrazia diretta dei lavoratori voluta dal sindacato confederale

La proposta dell’Atm viene respinta dal 52% dei votanti. Adesso si trovino le risorse per un contratto migliorativo adeguato ad un’azienda in fase di rilancio – dichiara la Uiltrasporti- l’ATM faccia un passo indietro se non vuole aprire una stagione di conflittualità col sindacato

Nella giornata di ieri si è tenuto il referendum voluto da Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti UGL e Faisa CISAL sulla proposta dell’azienda di nuovo contratto integrativo di secondo livello per gli oltre 500 lavoratori Atm. Sono stati 389 su 510 totali i lavoratori votanti ed è prevalso di poco il NO con 204 voti rispetto al SI che ne ha totalizzati 182. Sono stati pertanto i lavoratori a respingere la proposta aziendale e dare mandato al sindacato di non accettare l’accordo .

Secondo la Uiltrasporti che ha fortemente voluto dare la parola ai lavoratori prima di procedere ulteriormente nel confronto sulla proposta aziendale il referendum è stato un successo di partecipazione con il 76% dei lavoratori che si sono recati al seggio per esprimere la loro opinione sulla proposta aziendale di nuovo contratto integrativo

È la prima volta che in Atm si dà la parola ai lavoratori con uno strumento di democrazia diretta prima che il sindacato sottoscriva un accordo – dichiara la Uiltrasporti Messina – che adesso alla luce del risultato va migliorato e reso più equilibrato nella distribuzione delle risorse a tutti i lavoratori e nessuno deve restare escluso.

È stata una grande prova democratica in cui la Uiltrasporti dopo un percorso di trattative con l’azienda prima di procedere nella sottoscrizione della piattaforma , vista le numerose criticità che riscontrava , ha fortemente voluto dare la parola alla base dei lavoratori per avere un indirizzo e un mandato preciso .

“Oggi auspichiamo che l’Atm prenda atto della volontà espressa da tutti i lavoratori- dichiara la Uiltrasporti – riaprendo il confronto col sindacato per realizzare un contratto di secondo livello che dia ai 510 dipendenti che si sono scommessi in questi anni per risanare l’azienda adeguati riconoscimenti di produttività .
Chiederemo da subito il coinvolgimento dell’assessore comunale Gaetano Cacciola per riuscire a individuare soluzioni adeguate per trovare le risorse necessarie ed evitare l’avvio di una calda estate di conflittualità col sindacato .