La competizione selvaggia crea sprechi, esclusione, frammentazione. Il prezzo lo pagano soprattutto le fasce deboli : i disabili, specie psichici, i poveri, i disoccupati, specie giovani e donne.

Per rimediare, occorre passare alla competizione collaborativa, facendo riferimento al Principio di Sussidiarietà da applicare dando centralità al Terzo Settore e ai Corpi intermedi . Solo così si potrà costruire quella Rete tra Istituzioni, specie Comuni, e la Società Civile , tanto invocata anche dalle Leggi vigenti (L.R.22/86, L.328/2000, norme REI, ecc…),  infrastruttura fondamentale per un Welfare Comunitario in grado di rispondere ai bisogni sempre più variegati e complessi delle Società moderne.

Quindi la domanda all’Assessore Alessandra Calafiore : l’Amministrazione Comunale di Messina dà centralità al Terzo Settore ?

Questi i temi trattati nell’Incontro “Servizi sociali e nuovo welfare a messina, dalla frammentazione alla collaborazione”, organizzato dalle Associazioni Hinc et Nunc e LavorOperazione , con il patrocinio del comune di Messina. Occasione per discutere di politiche sociali in questa fase di profondi cambiamenti a Messina, con relatori esperti quali Antonietta Rosetto Ajello perl’Associazione LavorOperazione, Ceraolo Cesv, Padre Nino Basile direttore Caritas Messina, Prof Limosani, moderati da Currò  Associazione Hinc et Nunc.

L’Assessore Calafiore, prima di andar via per impegni di Giunta, ha assicurato sul ruolo fondamentale attribuito dall’Amministrazione attiva al Terzo Settore in applicazione del Principio di Sussidiarietà per fronteggiare Povertà e disagio, con Prestazioni in grado di garantire Servizi Sociali di qualità  a più utenti possibili, a costi minori, mediante la gestione diretta.

Non ha potuto così ascoltare e rispondere alla incalzante domanda di fondo del Prof. Limosani : siamo sicuri che la Gestione pubblica sarà più efficiente (a minor costo) ed efficace (più qualità) della Gestione esterna affidata alle Coop Sociali, visto che non c’è alcuno studio sulla mappatura e analisi dei bisogni, sul rapporto costi/benefici, ecc… ?

A difesa delle Coop Sociali  è intervenuto Giovanni Ammendolia, leader storico di Legacoop : le Coop, in una situazione di totale immobilismo del Comune, hanno costruito il Welfare a Messina. Un Welfare di gran livello visto che si faceva scuola anche nelle Regioni Rosse (Toscana, Emilia, Umbria, ecc…), ove si progettavano Asili Nido, Comunità Alloggio, ecc… Se ci sono state inottemperanze contrattuali, come il ritardo delle retribuzioni, la responsabilità è del Comune che pagava le fatture a distanza di mesi. E, sempre non per colpa delle Coop, invece degli Utenti, si è data centralità alla continuità occupazionale. Tanto fango sulle Coop è inaccettabile.

Chi avrà ragione ? I fatti daranno risposte. E l’occasione per misurarsi potrebbe essere il Piano di Zona, per Messina il Piano AOD, lo strumento di programmazione in via di rinnovamento previsto dalla Legge quadro 328/2000 per i Servizi Sociali .

Un confronto a tutto campo e trasparente, proprio nella logica della 328, sarebbe fondamentale per chi ha veramente a cuore la sorte delle fasce deboli della nostra città.