«Accogliamo positivamente la notizia dell’ammissibilità del piano concordatario di Messinambiente da parte del Tribunale. L’ipotesi del fallimento della partecipata avrebbe messo a repentaglio il percorso verso la MessinaServizi Bene Comune, adesso giunto ad una fase cruciale. A questo punto non ci sono più ostacoli né scuse per procedere celermente verso l’avvio della nuova società».
E’ questo il commento del segretario generale della Uil di Messina Ivan Tripodi sull’esito della procedura che ha visto Messinambiente impegnata in Tribunale per scongiurare il fallimento con un concordato in continuità che darà la possibilità di gestire tutte le operazioni di passaggio verso la MessinaServizi con maggiori garanzie e in serenità.

«Adesso si dovrà camminare su due binari paralleli per garantire continuità dei servizi di igiene ambientale in città e programmare il prossimo futuro. Tra pochi giorni scade l’ordinanza sindacale che affidava a Messinambiente i servizi fino al 15 ottobre, dunque auspichiamo che il sindaco Renato Accorinti firmi al più presto una nuova ordinanza contingibile e urgente, nella speranza che sia l’ultima. Questo tempo dovrà essere utilizzato nel miglior modo possibile per avviare la MessinaServizi Bene Comune e portare a termine le procedure per il transito dei lavoratori, che avverrà sul modello già siglato per gli ex Ato3» continua il segretario Tripodi.

Il sindacato vigilerà anche sugli altri aspetti che riguardano questa delicata fase di passaggio del testimone tra Messinambiente e MessinaServizi e non nasconde qualche timore sulle procedure che riguardano i beni immobili e i mezzi che dovranno contestualmente passare nella disponibilità della SRR, già segnalate dal commissario della SRR Ettore Ragusa.

Ci auguriamo che non si aprano nuovi fronti di scontro tra amministrazione comunale, MessinaServizi Bene Comune e SRR, perché temiamo che questo possa ritardare ulteriormente l’avvio della nuova società”.

L’assessore Guido Signorino oggi dichiara che “operativamente dovrà chiudersi il più rapidamente possibile il passaggio dei lavoratori alla Messinaservizi e la sottoscrizione del contratto di affitto del ramo d’azienda per voltare pagina e rinnovare profondamente il sistema della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Messina”.

La Uil auspica che davvero questa fase si chiuda al più presto: «E’ arrivato il momento di mettere la parola fine ad una gestione del comparto rifiuti che per anni ha navigato a vista, in costante precarietà gestionale e finanziaria e con un costo altissimo per i cittadini che, di contro, hanno sempre avuto un servizio carente rispetto alle esigenze della città. Una fase nuova però sarà possibile solo con una gestione oculata e una programmazione aziendale lontana da quella che ha caratterizzato la vita di Messinambiente. Il quadro regionale è ancora carente e frammentato, ma la città di Messina ha gli strumenti per poter imprimere una svolta nel delicatissimo e complicato settore rifiuti e liberarsi dalla schiavitù della precarietà».

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(NdR): Circa l’ammissibilità del piano concordatario da parte del Tribunale non avevamo dubbi:
Il Tribunale in quesa vicenda si è mosso con estrema prudenza avendo sempre presente sia gli interessi dei creditori che quello della città, evotando cioè –anche nella sclta dei tempi- di porre in crisi il sistema rifiuti.
Una decisione veloce, se pur ineccepibile giuridicamente, avrebbe avuto gravi ed immediate ripecussioni sia di ordine saniario che di allarme occupazionale.
Vogliamo sperare che anche di questo la Giunta e relativi supporter, alcuni politici e Sindacati ne facciano tesoro per i comportamenti futuri.

L’incapacità della politica, di ieri e di oggi, ha ipotecato i bilanci della futura Amministrazione (terminata la parentesi Accorinti).

La città però, per via giudiziaria o per via politico-amministrativa, dovrebbe conocere nomi e cognomi dei responsabili di questo danno: speriamo che la Magistratura faccia luce perché aspettasi il miracolo da questa Giunta o da questo Consiglio politicamente dimezzato e volontariamente succube è raccontarsi una favola