Presentata questa mattina la manifestazione  a cui hanno aderito 18 associazioni datoriali e dei lavoratori.Confindustria, Confcommercio, CNA, Confesercenti, Confartigianato, CIA, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative, AGCI, Casaartigiani, CLAAI, Unicoop, Confapi, CGIL, CISL, UIL, UGL, insieme per il rilancio e lo sviluppo di Messina e della sua provincia. Associazioni datoriali e di rappresentanza dei lavoratori avviano anche a Messina il percorso partito lo scorso 1 marzo a Palermo con l’iniziativa regionale che ha portato 25mila tra giovani, imprenditori e lavoratori in piazza a manifestare la voglia e la volontà di avviare una nuova fase di sviluppo.
L’obiettivo delle sigle aderenti al manifesto è quello di liberare risorse per un piano straordinario per attivare in pochi mesi le opere cantierabili; favorire misure nazionali e regionali per nuova occupazione produttiva; chiedere un piano straordinario per la prevenzione del dissesto idrogeologico; impegni su infrastrutture, trasporti e mobilità; la semplificazione e lo snellimento delle procedure burocratiche; lo sblocco dei crediti ed accelerazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione; la destagionalizzazione del turismo; l’inserimento della Provincia di Messina nella rimodulazione del POR (Fondi Europei); il sostegno per la competitività dei prodotti agroalimentari; un piano per l’accesso al credito per le famiglie e le Imprese.

Oceano, Cgil: “Sviluppo non significa svendere le proprie risorse ma progettare e fare sinergia”
“Per rimettere in moto l’economia della nostra provincia serve avere un progetto lungimirante che non si limiti a svendere fette di territorio alla speculazione e alla cementificazione”.
Così il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, dall’iniziativa in corso a Palazzo Zanca, Uniti per Messina. “Il segnale che emerge oggi da questo Tavolo è importante perché vede unite tutte le forze del lavoro di Messina sotto un’unica idea per chiedere a questa politica sorda e autoreferenziale scelte a sostegno dello sviluppo, dell’economia e del lavoro. Non è cementificando le nostre coste a beneficio di pochi che possiamo attrarre investimenti e creare lavoro. Servono infrastrutture materiali e immateriali, servono strade, treni e collegamenti veloci. Se vogliamo davvero che il turismo sia volano di sviluppo per questo territorio occorre rispettarlo questo territorio e sviluppare sinergie che ne valorizzino le peculiarità”